La vita in pillole di Giorgio Vasari (1511 – 1574)

Correva l’anno 1511 quando una famiglia di mercanti della cittadina di Arezzo in Toscana accolse l’arrivo di un bambino. Era il 30 luglio e quel bambino fu chiamato Giorgio Vasari.

L’infante crebbe in una bottega d’arte, gestita dal francese Guillaume de Marcillat, come di norma all’epoca per ragazzi così talentuosi. Pennelli, matite e oli facevano parte del suo armamentario quando non doveva lavorare la pietra. Nel frattempo cresceva sicuro dei suoi mezzi e delle sue potenzialità.

Ancora giovane si trasferì a Firenze, per sfondare. Nella capitale toscana riuscì a entrare nel giro giusto, arrivando ad essere intimo amico di Cosimo I de’ Medici. I suoi compari, Michelangelo e Baccio Bandinelli tra i più conosciuti, lo introdussero nell’ambiente artistico della città. Non solo, l’arte trova ispirazione anche nel profano.

Pittore, architetto, meglio conosciuto come scrittore biografo, di quegli artisti che furono, o almeno alcuni, suoi compagni di merende.

La sua opera più conosciuta è infatti Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori, pubblicato nel 1550 e famoso più semplicemente come Le vite. Il successo della prima edizione lo spinse a curarne una seconda più ampia e approfondita che uscì nel 1558.

Ne Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori Vasari raccoglie una serie di biografie artistiche che spaziano dal Trecento al Cinquecento. Per questo Giorgio vasari è considerato il primo storico dell’arte italiano e ha coniato termini come Rinascimento e Gotico.

L’aretino si occupava anche di architettura e ha seguito i lavori e la progettazione, tra gli altri, del complesso della Galleria degli Uffizi a Firenze e il Palazzo della Carovana a Pisa.

Giorgio Vasari morì a Firenze il 27 giugno del 1574, per venire sepolto nella natia Arezzo, all’interno della celebre chiesa di Santa Maria della Pieve.

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