Plata o plomo

di Ettore Arcangeli

Pablo Emilio Escobar Gaviria è stato il criminale più ricco di sempre con un patrimonio superiore ai 30 miliardi di dollari americani. Colombiano, di umili origini, negli anni novanta raggiunse un potere così elevato da poter dichiarare guerra al governo della Colombia. La sua vita seppure costellata di crimini e atrocità lo ha consegnato alla storia. Tutti conoscono Pablo Escobar. In tutto il mondo.

Il trafficante colombiano, morto in un blitz a Medellin il 2 dicembre 1993, è da sempre citato in film, serie tv e libri, diventando un elemento della cultura di massa. Così nel 2014 esce nelle sale americane un film, di un  Andrea di Stefano esordiente alla regia. Escobar: Paradise Lost presenta il personaggio di Pablo Escobar secondo gli occhi di un canadese trasferitosi in Colombia, che entra in contatto col narcotrafficante quando si innamora di sua nipote. Questo film, in cui Benicio del Toro impersona Escobar, arriva in Italia due anni dopo, nel 2016, poche settimane prima dell’inizio della seconda stagione di Narcos (il 2 settembre,quindi avete poco tempo per recuperare le prime puntate).

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Un frame di Narcos
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Pablo Escobar (Benicio del Toro) studia l’inquadratura giusta per la foto natalizia di famiglia. 

Narcos è una serie originale prodotta da Netflix e distribuita solamente in streaming. La prima stagione è arrivata in Italia nel 2015, in contemporanea con gli Stati Uniti, e racconta le indagini della DEA, di supporto alle forze dell’ordine locali, per catturare Escobar e fermare il flusso di cocaina negli Stati Uniti.

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Nick e Maria al compleanno di Pablo.

Il film e la serie offrono due punti di vista diversi su Pablo Escobar. Non è una questione di spazio narrativo. Se Steve Murphy può studiare i movimenti e le strategie di Pablo insieme al suo collega Peña, con il supporto dell’esercito colombiano, Nick Brady è solo un surfista canadese innamorato di un bella ragazza latina. Questa ragazza, Maria, è nipote di Pablo, che Nick conoscerà personalmente  ad una festa di compleanno. Pablo è simpatico, alla mano, affettuoso e romantico, tant’è che Nick non pensa nemmeno possa essere un criminale, rimanendo scioccato quando Maria candidamente dice che la ricchezza dello zio si basa sull’esportazione della cocaina. Nonostante l’esitazione dovuta all’attività di famiglia Nick entra gradualmente a far parte degli Escobar Gaviria. La vicinanza e  poi la coesistenza al fianco di Escobar continuano a preoccupare Nick, che inizia a rendersi conto del lato tremendo e spietato del Re della Cocaina.

La forza di Pablo consiste nell’affiancare alla sua figura di narcotrafficante sanguinario quella di padre e marito amorevole, quella di benefattore per i poveri, sognando persino di diventare presidente della Colombia.

Il quadro temporale delle due produzioni è molto diverso. Se la serie parte dalle prime partite di cocaina trafficate arrivando fino alla sua scarcerazione, il film si svolge in un lasso di tempo molto più breve dando solamente l’immagine di Pablo all’apice della sua carriera. In Narcos invece Pablo con l’aumento dei suoi affari cambia com’è logico il suo modo di operare e mantenere il potere, arrivando a compiere atti di estrema crudeltà per fronteggiare i suoi sempre più numerosi nemici.

Fare un ritratto di Pablo Escobar non deve essere un compito facile ma riesce in entrambi i casi. Si percepisce benissimo l’atmosfera di speranza mista a paura e rispetto che pervade la storia di chi si è avvicinato a Escobar. La povera gente di Medellin vedeva in lui una speranza di riscatto che lo stato non riusciva a garantire.

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Steve Murphy e Javier Peña sulle tracce di Escobar al fianco dei reparti speciali colombiani. 

Un tema centrale sia nel film che nella serie è quello del paradiso perduto, come recita il sottotitolo del film. Nick Brady era venuto in Colombia per vivere lungo la spiaggia e fare surf, prima di incontrare Maria ed entrare nella famiglia Escobar, diventandone poi quasi un prigioniero. Steve Murphy invece il suo paradiso lo aveva trovato a Miami, dove per un agente della DEA l’unico compito era quello di inseguire gli hippie. Prima dell’arrivo sul mercato di Escobar naturalmente. Quando la coca colombiana arriva a Miami e la violenza dei cartelli si diffonde  anche in Florida il paradiso scompare e la personale guerra dell’agente contro la coca lo porta in Colombia. Nel frattempo Pablo e famiglia vivono sereni nella celeberrima Hacienda Nápoles, circondati dal lusso e dagli animali del loro zoo privato e dal loro reciproco amore.

Se non avete ancora visto Narcos dovete recuperarlo immediatamente. Il film con Benicio del Toro, se volete andare al cinema in queste serate afose a godervi il fresco dell’aria condizionata, sarà sicuramente un’altra esperienza coinvolgente. C’è anche un bel po’ di romanticismo tra le varie scene noir così non si annoia nessuno.

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Narcos

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