23 settembre

di Ettore Arcangeli

Oggi, 23 settembre, può sembrare un giorno come tanti altri. Ed effettivamente lo sarebbe, se non fosse capitato in un giorno di particolare ispirazione. Il merito non è certamente mio ma della ricca colazione che ho potuto godermi. Qualcuno potrebbe maledirmi per non impiegare il mio tempo in altri progetti, ma la vita è imprevedibile e le occasioni vanno colte.

Proprio mentre miscelavo il latte con un po’ di caffè  sul canale storico di una nota televisione pubblica italiana sono apparsi ricordi di alcuni personaggi della storia italiana, importanti seppur poco conosciuti. Nella mia vita li avevo già conosciuti, più grazie alla toponomastica che alla narrazione patriottica, ma sentirne la loro storia mi ha colpito. Subito ho sentito che avrei dovuto fare da cassa di risonanza per le loro storie, per far si che anche altri possano conoscere le loro storie.

Salvo_D'Acquisto.jpgCorreva l’anno 1943, era il 22 settembre. Nel Nord Italia Mussolini stava istituendo con l’aiuto tedesco la Repubblica di Salò, mentre al Sud gli alleati erano sbarcati e cercavano di risalire la penisola strappandola alla barbarie nazifascista. Al centro invece l’occupazione post-armistizio era forte. In un piccolo comune vicino Roma, Torre di Palidoro, un reparto delle SS stava ispezionando una cassa di munizioni abbandonate quando queste esplosero. Morirono due soldati e due rimasero feriti. Il comandante del reparto certo che si trattasse di un attentato chiese aiuto per le indagini ai carabinieri della locale stazione, guidata da Salvo D’Acquisto per l’assenza del comandate ufficiale. Se entro l’alba non si fossero trovati i responsabili i tedeschi avrebbero rastrellato e fucilato dei civili. Ma all’alba del 23 settembre Salvo D’Acquisto si presentò ai tedeschi affermando che l’esplosione fu causata dall’imperizia delle SS. La superiorità teutonica non poteva essere messa in dubbio quindi il risultato dell’indagine non fu accettato e si procedette con i rastrellamenti. I rastrellati furono interrogati per correttezza ma dato che tutti si dichiararono innocenti si decise di proseguire con le fucilazioni. Dopo poco però furono tutti rilasciati. Con i tedeschi rimase il carabiniere Salvo D’Acquisto che fu ucciso con un solo colpo al petto. Un testimone vide il giovane carabiniere originario di Napoli parlare con un ufficiale tedesco e fare un gesto. La narrazione vuole che si sia assunto la responsabilità del fatto. Come che sia andata quel giorno molti civili sono stati risparmiati.

Ventidue anni dopo a Napoli un giovane giornalista corrispondente per Il Mattino viene ucciso nella sua auto con 10 colpi d’arma da fuoco. La sua colpa era stata quella di voler fare bene il lavoro di giornalista. Raccontare lo spaccato della sua città, informare i giancarlosianicittadini su tutti gli aspetti della quotidianità vuol dire in una realtà difficile andare a disturbare gli interessi della parte peggiore della società. Dalla cronaca Giancarlo Siani era passato a denunciare le attività dei potentati camorristici. Poco prima di essere ucciso Siani stava lavorando ad un’inchiesta sui rapporti tra camorra e politica nella ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia. Non fraintendiamo, Siani  fu ucciso dal clan Nuvoletta per aver rivelato che un esponente del  clan avesse collaborato con le forze dell’ordine per nuocere al clan rivale dei Gionta. I Nuvoletta vennero così considerati infami dai loro “colleghi” e decisero di farla pagare a quel ragazzo che aveva fatto solamente il proprio lavoro di giornalista.

Due storie diverse, nel tempo, nel modo e nel significato. Due storie e due vite da ricordare.

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