di Lorenzo Borzuola

Mentre la campagna referendaria giunge alla sua fine, e ci si prepara per gli ultimi ripensamenti prima della votazione, ci spostiamo su un altro tipo di campagna. Quella vera e propria. In particolare, la nostra attenzione si cala con grande interesse, e anche un po’ d’orgoglio, nella laboriosa coglitura dell’oliva, nella campagna dell’Umbria centrale. La “Valle del Nestore” e i suoi colli, offrono ancora un paesaggio non del tutto contaminato da umani e pazzi sogni di rivincita. Un luogo in cui è ancora la natura a farla da padrone. A dare relative disposizioni, il clima e fattori concernenti l’Habitat di Flora e Fauna. Per quanto riguarda la coglitura di quest’anno, presagi di olive infette da “Bactrocera Oleae”, detta anche mosca olearia o mosca dell’olivo, un insetto che depone le sue uova all’interno del frutto portando ad un peggioramento qualitativo dell’olio, erano ormai all’ordine del giorno in questa valle. Molti produttori d’olio, temendo il peggio, avevano rinunciato all’annuale coglitura, ripiegando i loro sforzi passati, e i loro rammarichi per non aver difeso in tempo i propri uliveti, sull’acquisto, in vari supermercati o frantoi, di confezioni d’olio a buon prezzo; “Per quest’anno ci accontenteremo”. Altri, invece, più coraggiosi e non disposti a cedere sotto la sprezzante presenza del nemico infestante, hanno deciso lo stesso di  cogliere, e dopo giorni di duro lavoro, lasciate le olive riposare per un breve periodo di tempo, sono state caricate su enormi cassoni e trasportate, come ogni anno, al Molino.

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Ciò che sembrava essere soltanto una fuggevole speranza, per alcuni si è tramutata in dolce realtà. Nonostante ci sia stato uno scarso rendimento (in alcuni casi) quantitativo, l’oliva ha dato l0 stesso un buon risultato in termini di qualità, e questo è stato soprattutto merito dell’improvviso, seppur breve, cambiamento climatico che ha fatto si che alcuni agricoltori e produttori d’olio non si siano ritrovati con la metà del loro raccolto andato a male o in parte rovinato. A causa della rigidità climatica che tra ottobre e novembre aveva imperversato, in alcune zone della regione, è stata proprio la salvezza, senza parlare dei più attrezzati che a fine estate già armeggiavano con diserbanti e concimi protettivi. Il nostro inviato speciale, Riccardo Cerbini, tramite fotografie, scattate all’interno del Frantoio del Colle di Tavernelle (PG), testimonia quanto la lavorazione precedente, ovvero sul “Campo”, non sia stata sprecata e che, durante la lavorazione successiva, quella della Molitura che consiste nel lavaggio, nella gramolatura, spremitura, fino a quella finale con la separazione e lo stoccaggio del succo d’oliva, tale contributo, troppo importante e radicato per molti di questa terra, abbia dato, comunque, un buon contributo alla produzione di quest’anno e un prodotto finale da ritenersi, seppur in maniera minore degli altri anni, di qualità.

Una Festa

Per coloro che sentono viva partecipazione, il momento della macinatura è quello più importante, oltre alle fasi precedenti. Il rumore dei macchinari, il loro frastuono continuo precede l’odore forte dell’oliva che viene rilasciato. Momenti di ansia e paura pensando di non essere riusciti a fare un buon lavoro ma poi, aggirandosi per quelle attrezzature, ne cogli più lo spirito festivo e tradizionale piuttosto che il ricavato. Ormai ciò che è stato è stato, il presente consiste solo in un cessante brusio e il profumo che si fa più intenso e felicemente fastidioso. Da una parte, lontani dal centro operativo, i vari produttori e coglitori si scambiano proprie supposizioni e idee sulla resa del raccolto di quest’anno, mentre altri escono già con i loro fusti d’acciaio, pronti per essere pesati.

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Frantoio del Colle: Il lavaggio
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Frantoio del Colle: Fase della Gramolatura
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Frantoio del Colle: Lo stoccaggio; momento in cui l’olio viene filtrato e messo in contenitori d’acciaio

Una vera festa. Ore che si susseguono in un ambiente conviviale, in cui ti capita di vedere persone e conoscenti che, come te, attendono e sperano senza lasciarsi mancare nulla, nemmeno un assaggio di quell’olio che tanto tempo ti ha trattenuto nel momento in cui, tra un albero e l’altro, radunavi i teli e contavi ogni grammo di quel prezioso tesoro. Una volta che la spremitura è completa è l’ora della bilancia, che stabilirà la quantità del prodotto finito.

Rancore e rabbia per un’annata un po’ sfortunata ma con il pensiero costante e speranzoso di rifarsi e avere una rivincita il prossimo anno.

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