di Ettore Arcangeli

“In Italia una droga per essere definita tale dev’essere censita nell’elenco delle molecole illegali del Ministero della Salute. Cocaina, eroina, anfetamina, metadone, ecstasy e più o meno altre 200 molecole fanno parte di quell’elenco. Se una molecola non è in quella tabella allora la puoi produrre, la puoi assumere, ma soprattutto la puoi vendere. A 24 anni mi sono laureato in neurobiologia con il massimo dei voti, ho un master in neuroscienze computazionali e uno in dinamica molecolare. Negli ultimi mesi ho messo su una banda che gestisce un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, sono accusato di produzione e spaccio di stupefacenti, rapina a mano armata, sequestro di persona e tentato omicidio. Mi chiamo Pietro Zinni e sono un ricercatore universitario”

Smetto-Quando-Voglio-Disperazione

Iniziava così Smetto quando voglio, film d’esordio di Sydney Sibilla, e subito lo spettatore veniva catapultato in una realtà ipersatura e frenetica, all’interno di una storia coinvolgente e divertente, con una sceneggiatura tagliente e ironica che rendeva impossibile annoiarsi davanti lo schermo.

Alla notizia di un secondo e terzo sequel è così iniziata l’attesa per il loro approdo nelle sale. Lo scorso 2 febbraio è stato il turno di Smetto quando voglio: Masterclass e mi sono sentito il dovere morale di vederlo.

Smetto-Quando-Voglio-masterclass.jpg

Ottima scelta! La storia del film non tratta di un patetico tentativo di rimettere in piedi la stessa banda sfigata di spacciatori, ma di come gli ex-componenti della banda dei ricercatori si mettano sulle tracce di tutte le nuove smart drug per conto della Polizia, con l’obbiettivo di avere la fedina penale punita ed evitare il processo. Sì, perché il sacrificio di Pietro Zinni non è bastato. Lui si è costituito ma anche gli altri sono stati incriminati grazie alla testimonianza del farmacista, sedato e rapito dopo essere stato ferito da un colpo di baionetta durante la rapina della banda in cerca di -sostanza-. Troviamo quindi il neurobiologo, l’economista, il chimico, i latinisti e l’archeologo in attesa di una speranza per risistemare le proprie vite. L’opportunità gli viene offerta dall’ispettore Paola Coletti, che spinta dal desiderio di fare carriera, chiede alla banda di riunirsi per consegnarle 30 nuove molecole ancora legali per poterle segnalare al Ministero dell’Interno. Alla banda originale, per aumentare le competenze, si aggiungono un ingegnere meccanico riciclatosi trafficante di armi, e un dottore in anatomia, riciclatosi invece come combattente di strada a Bangkok. Anche loro due hanno avuto problemi con la giustizia e desiderano una fedina penale pulita per poter riprovare ad avere una vita normale, da dedicare allo studio. In Italia la caccia comincia e attraverso una serie di scene d’azione adrenalinica si arriva alla meravigliosa sequenza in cui la banda deve assaltare un treno affiancandolo con auto e sidecar del Terzo Reich. Siamo al top. Le avventure di Zinni e la sua banda non finiscono però così facilmente. Per questo la scena finale del film già preannuncia il tema e il cattivo del sequel, che si dovrebbe intitolare Smetto quando voglio: Ad Honorem. Film di cui la produzione ci regala un trailer prima dei titoli di coda. Lo sfuggevole antagonista non è uno banale boss della droga, ma qualcuno dagli obbiettivi più ampi, che vuole produrre del gas nervino. Ma perché? Chi è il target? Che fine farà la banda dei ricercatori? Resta solo da aspettare ora di poter avere risposte a tutti questi interrogativi.

SmettoQuandoVoglioMasterclass.png

Andate a vedere questo film e non ve ne pentirete. C’è tutto. Gag, battute, azione, e un ritmo incredibile, spezzato solo dall’intervallo imposto dal multisala. Ma la vera forza del film è l’impacciatezza con cui si muovono questi ricercatori abbandonati dalle università italiane in un mondo che non gli appartiene.

Non c’è morale. È puro intrattenimento. E ci piace.

 

4 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...