di Lorenzo Borzuola

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Il Titanic, la nave inaffondabile, come l’avevano chiamata i progettisti e ingegneri inglesi, salpa quest’oggi da Southampton. È il 10 aprile 1912, alcuni giorni dopo essere stato trasportato da Belfast, luogo dov’era stato costruito. Gli irlandesi, quelli fuori dall’Ulster, tuttora sono orgogliosi del lavoro fatto, visto che la maggior parte degli operai che parteciparono alla costruzione del transatlantico veniva proprio dalla parte sud della verde isola. Durante il mio ultimo viaggio in Irlanda, nei vari negozi di Dublino era quasi impossibile non notare le simpatiche magliette, i cappelli o le tazze molto grossolanamente decorate dalla scritta “Titanic: built by the Irish, sunk by the British”. Un’incisione che da allegria ogni volta che la si guarda. Perciò questo giorno è anche un po’ per rendere omaggio alla testardaggine irlandese e al duro lavoro dei padri. Non pensatelo, questo, come un giorno che precedette la disgrazia, bensì come un momento di grande modernità, che avrebbe rivoluzionato gli scambi commerciali e i viaggi col continente americano garantendo il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line. Il comandante Edward John Smith, avrebbe chiuso la sua carriera in bellezza facendo arrivare il natante fino al porto di New York; ce lo vedo, questo signore barbuto, eccitato come uno scolaretto il primo giorno di scuola, salire sul ponte e guardare orgogliosamente il porto dall’alto della sua importanza, e un secondo più tardi dare il via ai lavori. Una storia questa, ritornando al discorso di operai irlandesi, che traccia una linea di confine anche con quelle vicende che di li a poco si sarebbero succedute sul suolo europeo; e mi riferisco non solo alle forze indipendentiste irlandesi contro il secolare sovrano inglese, ma persino con la creazione delle nuove tecnologie in prossimità del primo conflitto bellico. Una nave d’acciaio enorme che fa da muro tra la Belle Epoque e l’era moderna di grandi cambiamenti sociali, economici e politici, recisi in Europa e in tutto il mondo. Un nido di speranza e rigoglio ma il suo affondamento sbatte d’improvviso l’essere umano all’interno di una nuova visione e un ulteriore nuovo mondo.

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Ma come ho già detto, mancano ancora dei giorni prima che il protagonista di questa storia possa trovare la sua fine. Oggi, per il mondo intero, specialmente per quell’area d’Inghilterra, è ancora una giornata festosa; molti poveri relitti umani stanno per arrivare in America e fare fortuna mentre i ricchi nobiluomini e nobildonne intraprendono una lussuosa vacanza sopra una nave di ultima generazione. La prima, seconda e terza classe si godono la festa e salutano il vecchio continente pieni di gioia. Per tale motivo non intendo aggiungere spunti drammatici a questo evento. Godiamoci anche noi questo anniversario nella maniera più goliardica e spensierata possibile. Per gli amanti di cinema consiglio di guardare il film Titanic, di James Cameron, ma di non vederlo tutto. Arrivate solo al punto in cui i due protagonisti si trovano in quella macchina nella stiva, poi fermatevi e riprendete il 14 o il 15 aprile, questo creerà ancor più suspense.

Colorized Titanic (7)

One comment

  1. forte la maglietta… non ne avevo viste due anni fa durante il mio viaggio in irlanda… forse perchè non ero passato da Cork, immagino che la maggior parte degli operai che parteciparono alla costruzione arrivassero da lì

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