di Ettore Arcangeli

Dolore. Paura. Sofferenza. Morte. Sono solo alcune delle simpatiche conseguenze delle attenzioni degli amici dell’Isis. Si è seguito increduli l’evolversi della stragi di Parigi, Berlino, Nizza, Charlie Hebdo, e Manchester. Come può una persona abdicare così alle gioie della vita? come può venire in mente a qualcuno di compiere una strage in nome di Dio, ovunque o chiunque esso sia? Sempre che sia poi…

La vita degli uomini e delle donne del Califfato deve essere grama, meschina e vuota. Accecati dall’odio così come sono, come possono condurre una vita che si dica degna di essere vissuta? Probabilmente non ci riescono. È forse per questo che si votano al martirio. Probabilmente la loro identità è così annichilita che nemmeno ne sentono il bisogno, di vivere. Forse, confrontandoci con loro, faccia a faccia, ne avremmo pure pietà. Sì, pietà. Non rancore. Non quel sentimento autodistruttivo. Pietà. Pietà perché hanno abdicato alla vita in nome dell’ideologia della morte. Ideologia che li fagocita e li annienta. Ideologia che li trasforma da persone in armi.

Sarà il mio temperamento pacifico, la mia gioventù, la mia voglia di vivere, conoscere, fare nuove esperienze in continuazione, che mi impediscono di comprendere a fondo cosa ci sia dentro quelle persone. Perché qualcosa dovrà pur esserci oltre all’odio cieco. O no?

In una società come quella del Califfato, c’è spazio per l’amore? L’amore, non solo quello romantico, è il sale della vita. Sembra essere una caratteristica intrinseca all’uomo quella d’amare (come purtroppo quella d’odiare) perciò dovrebbe far parte anche della realtà del Califfato.

Tra le violenze della guerra e gli orrori dell’estremismo qualche storia d’amore ci sarà anche stata. È anche comprensibile dato che tra tutti gli abitanti del Califfato ci saranno persone estranee a quella follia quotidiana che devono però subire. Tra la fame, la sete e l’incombente sagoma della morte, l’intrattenere dei rapporti umani è l’unica cosa che può dare un senso non puramente animalesco alla vita umana.

Immaginarsi però coloro che sono caduti sotto il dominio del Califfato, i civili inermi, come persone capaci di provare sentimenti è facile. Anzi, è proprio questo che smuove le coscienze in Occidente. Più difficile è immaginarsi che uno dei tanti tagliagole apparsi in video negli ultimi anni possa provare dei sentimenti umani.

Pensare che questi boia abbiano degli affetti sembra impossibile. Ma probabilmente anche loro saranno vittime di questa debolezza umana.

Tornato a casa un miliziano ritrova la moglie, i figli, forse i genitori e qualche parente, qualche amico fidato. Posate le armi di ordinanza bacia e abbraccia quelle persone che per lui rappresentano il suo mondo. Combatte per loro. Per dargli sostentamento e per farli vivere in quello che crede possa essere il mondo ideale. Ma l’amore può spingere a desiderare che il proprio figlio impari l’arte della guerra prima dell’alfabeto? Può spingere a desiderare che il proprio figlio si conceda al martirio prima di raggiungere l’adolescenza? Può spingere a concedere la propria bimba in sposa a uomini più grandi solo per dei precetti religiosi? Anzi, può spingere a concedere la propria bimba in sposa? Può spingere a commettere stragi e crimini di guerra?

Non so dare una risposta. Ma spero di no.

L’unica cosa che so è che ognuno di noi ha una diversa sensibilità. E sono certo che tra le migliaia di miliziani del Califfato ce ne è almeno uno che tentenna, che dubita, che si pente, che vorrebbe farla finita con quello schifo. Come sono certo che qualcuno gode e se ne compiace.

Io confido nella fragilità dell’animo umano. Che convinca gli incerti a fuggire da quella realtà. Insieme a chi vi si crede costretto per motivi familiari o, puramente, geografici.

Confido nella parte migliore dell’animo umano, sedata e sepolta dal peggio che l’uomo possa offrire.

Forse a qualcuno sembrerà una riflessione eccessivamente buonista. Ai meno attenti e più superficiali parrà un bieco tentativo di giustificare atrocità ingiustificabili.

Invece è solo un interrogarsi.

C’è ancora dell’umanità in quelle persone?

Può un Isis amare?

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