Io sono Hitler, ovvero quando l’Alzheimer ti coglie di sorpresa!

di Lorenzo Borzuola

La moglie non gli crede e nemmeno i parenti più prossimi. Persino i medici o le persone che sono accorse da lui per questa succosa notizia hanno qualche dubbio sulla vera natura dello strambo cento ventottenne che da anni vive in Argentina. Il suo nome è Herman Guntherberg, il quale sostiene fortemente di essere niente di meno che uno dei più temuti personaggi che la storia potesse mai partorire. Avete capito di chi parlo!? Veramente dovremmo credere che l’Hitler che tutti credevano morto in quel bunker, si presenti dopo anni reclamando la sua natura. In Argentina dove subito dopo la seconda guerra mondiale si rifugiarono gerarchi nazisti ed altri ufficiali della SS. Tuttavia è una vicenda che può fare scalpore. La moglie del tedesco, una donna argentina, sostiene che il marito soffre di Alzheimer e che abbia incominciato a parlare di Hitler solo da due anni a questa parte; quando, dice la donna, è iniziato il suo decadimento psicologico. Sembrerebbe perciò solo un falso allarme; semplicemente un vecchietto rintronato che non ci sta più con la testa e che inizia a spararle veramente grosse. Oppure ancora, cerca di farsi pubblicità alle spalle del vero dittatore. Magari ha escogitato il piano per avere i classici cinque minuti di celebrità. Se così fosse avrebbe dovuto pensarci prima, quando era ancora in forma. Ma anche per questo c’è una spiegazione. Pare che abbia deciso di rivelarsi al mondo solo adesso poiché i servizi segreti israeliani avevano annunciato di interrompere le ricerche ai criminali nazisti. Tutto ciò come riportato nel periodico argentino El Patriota. Come potremmo mai fidarci dell’Argentina che per anni ha tenuto nascosto dei criminali di guerra? Senza offesa ma preferirei credere a qualcun altro.

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Pride and mining

di Ettore Arcangeli

È il 1984. Regno Unito. Il governo tory guidato da Margaret Thatcher è intenzionato a chiudere molte delle miniere di carbone del regno, mettendo a rischio il posto di lavoro di migliaia di minatori e il reddito di altrettante famiglie. Così la National Union of Mineworkers (il sindacato dei minatori) proclama lo sciopero.

La solidarietà ai minatori non tarda ad arrivare, da ogni parte del mondo. È l’inizio di quella profonda trasformazione dell’industria e dell’economia inglese ed europea che continua ancora oggi.

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E. A. Mario: autore nell’ombra

di Lorenzo Borzuola

Per la simpatica rassegna “uomini nell’ombra”, il 24 giugno è proprio l’anniversario della morte di uno di questi, chiamiamoli, personaggioni. Questo in particolare, è stato forse uno dei più celebri autori di canzoni, poesie e filastrocche che dall’Italia si è spostato oltre la lingua d’oceano in uno dei periodi storici più importanti di sempre. Vi siete mai chiesti chi avesse scritto canzoni come “La canzone del Piave”, “Tammurriata Nera”, o “Santa Lucia Luntana”? Testi famosi nella penisola quanto fuori. Tale individuo celebre e dimenticato, risponde al nome di Giovanni Ermete Gaeta, meglio noto con il nome d’arte di E. A. Mario.

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Cronache di un vecchio perugino: caccia grossa

di Lorenzo Borzuola

Per la nostra rassegna “Cronache di un vecchio perugino”, di cosa parlare oggi se non di uno degli hobby più antichi e ora più criticati della nostra società?! La caccia. Un passatempo che per il nostro saggio cantore è sempre stato un punto di riferimento e di incontro, attraverso il quale scoprire la paura, l’avventura e la vittoria. Si, perchè i cacciatori che il buon vecchio Osvaldo descrive, non sono solo quelli con fucile in mano e cartuccera a tracolla. Anche quel periodo è evidente nella sua vita, tuttavia è bene tornarsene indietro a quelle prime battute di caccia, in cui non si cacciava tanto per puro spirito sportivo, quanto per fame.

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Bello FiGo: la provocazione dello swag

ALERT: questo articolo può causare seri problemi a chi soffre di carenza di sarcasmo. Si raccomanda la lettura ad un pubblico mediamente intelligente.

di Ettore Arcangeli

Ha diviso gli italiani. O lo si ama o lo si odia. Nasce dall’Internet ed è sbarcato in televisione. Da Youtube, piattaforma preferita dai millenial, a Dalla Vostra Parte, programma televisivo preferito da un certa fascia di popolazione, probabilmente intrappolata in quel canale non conoscendo la vastità di opportunità che il digitale ha da offrire.

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TuttoBenigni 95/96: quando Benigni era Benigni

di Lorenzo Borzuola

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Tutto Benigni 95/96 segna veramente l’apice della carriera di Roberto Benigni; storico e insuperabile mattatore che ha portato la sua iperattiva schizofrenia politica sul palco durante gli anni della gavetta di giullare, comico, attore e satirico. Solo nel 98 avrebbe vinto l’oscar per il miglior film straniero e quello per il migliore attore protagonista. Fino ad allora, la sua comica verve da toscanaccio istruito si è fatta grande e potente proprio con questo spettacolo che va oltre il successo da cassetta. Un’opera d’arte come se ne trovano in quantità enormi nella carriera dei vari personaggi di spettacolo, cinema in questo caso, letteratura, musica, pittura, ecc. Ognuno però ha una sua opera preferita o che viene preferita; messa in prima fila come monito. Per Benigni, lo spettacolo scritto, con la supervisione di Vincenzo Cerami, diretto e interpretato dal 95 al 96 è come per un Picasso “Guernica” o per Beethoven la “Nona Sinfonia”. Un capolavoro di comicità in cui ci si lascia con calma e felicità andare, divertiti e sempre al limite delle risate. Quelle belle, grasse, strozzate  e miste al pianto.

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Perugia 1416

di Lorenzo Borzuola

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È iniziata la seconda edizione di “Perugia 1416”, il festival storico che si manifesta nel capoluogo umbro ormai da due anni per celebrare la signoria di Braccio Fortebracci da Montone. Una rievocazione voluta fortemente dal sindaco e dagli altri entusiasti ideatori, che di sicuro quest’anno porterà un maggior numero di turisti da tutta Italia e da fuori; già giunta al termine. Ma per quanto durerà questa gioiosa festività? Oggi scocca la terza parte del festival che tra giochi e sfilate si protrarrà fino a tarda serata. L’ultimo giorno di questa seconda nuova edizione che dopo quella un po’ più fetente dell’anno scorso, tra pioggia e vento, quasi sicuramente riaccenderà la vitalità di una scelta tanto sublime e allettante quanto scadente, banale e inutile per una città come questa.

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