di Ettore Arcangeli

Ore appostati dietro un cespuglio per catturare un’immagine dell’animale. Con il telescopio si scrutano le colline dall’altra parte della valle. Si riesce a vedere bene le persone, le auto, le case, gli alberi, il grano che inizia timidamente a dorare i versanti e anche le mucche e le pecore al pascolo. Qualche cavallo in qualche agriturismo completa il quadro di questo pezzo di Umbria agreste.

Ma l’amenità dei colli non soddisfa l’occhio curioso di chi insegue un sogno: vedere la pantera.

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Sì, perché la pantera nera è per l’Umbria e le altre regioni del Centro Italia come Bigfoot per le Montagne Rocciose e lo Yeti per l’Himalaya. Da anni gli avvistamenti si susseguono e si rincorrono, con il sostegno di foto e video categoricamente di bassa qualità!

Dagli anni novanta ad oggi sono molteplici gli avvistamenti di pantere. E come tutte le mode viene da fuori. Sono infatti gli inglesi i primi ad aver lanciato l’idea che le campagne fossero piene di felini esotici. E da lì la psicosi da Libro della Giungla è giunta fino a noi. Fino a Scheggia, un piccolo paesino dell’alta Umbria (alta in tutti i sensi: nelle montagne del nord), dove nel 1997 un sessantenne vide nei boschi una creatura mai vista. Da lì iniziarono le ricerche, con la Forestale e i Carabinieri, di questo animale grande e dal pelo scuro, agile e sfuggente. La storia attirò l’attenzione della stampa e la Bestia di Scheggia entrò nell’immaginario locale.

Altri avvistamenti si ebbero in Toscana, nel 2011, in provincia di Grosseto, in provincia di Rimini nel 2015, e persino al nord, tra Bergamo e il lago d’Iseo. Fino ai nuovi avvistamenti delle ultime ore tra Gubbio e Gualdo Tadino. Come non credere a queste chiarissime immagini?

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La classica caccia al cinghiale perde il fascino rusticano che l’ha sempre caratterizzata e tutti vogliono prendere la pantera. Dimostrare che esiste. Che non è un abbaglio. E come sempre i social saranno invasi da articoli, foto, post e video di gatti neri un po’ ciccioni scambiati per pantere.

Nella calura estiva l’ombra di una pantera nera in cerca di cibo non deve essere molto rilassante. Godersi la campagna si fa un pizzico più eccitante e un giro in bici o una passeggiata nei colli diventa quindi più emozionante di un safari.

Ma ora scusatemi, devo andare. Armato di una macchina fotografica datata vi porterò io la prova provata dell’esistenza della pantera nera!

Bisognerà pur far qualcosa nella canicola estiva!

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