Io sono Hitler, ovvero quando l’Alzheimer ti coglie di sorpresa!

di Lorenzo Borzuola

La moglie non gli crede e nemmeno i parenti più prossimi. Persino i medici o le persone che sono accorse da lui per questa succosa notizia hanno qualche dubbio sulla vera natura dello strambo cento ventottenne che da anni vive in Argentina. Il suo nome è Herman Guntherberg, il quale sostiene fortemente di essere niente di meno che uno dei più temuti personaggi che la storia potesse mai partorire. Avete capito di chi parlo!? Veramente dovremmo credere che l’Hitler che tutti credevano morto in quel bunker, si presenti dopo anni reclamando la sua natura. In Argentina dove subito dopo la seconda guerra mondiale si rifugiarono gerarchi nazisti ed altri ufficiali della SS. Tuttavia è una vicenda che può fare scalpore. La moglie del tedesco, una donna argentina, sostiene che il marito soffre di Alzheimer e che abbia incominciato a parlare di Hitler solo da due anni a questa parte; quando, dice la donna, è iniziato il suo decadimento psicologico. Sembrerebbe perciò solo un falso allarme; semplicemente un vecchietto rintronato che non ci sta più con la testa e che inizia a spararle veramente grosse. Oppure ancora, cerca di farsi pubblicità alle spalle del vero dittatore. Magari ha escogitato il piano per avere i classici cinque minuti di celebrità. Se così fosse avrebbe dovuto pensarci prima, quando era ancora in forma. Ma anche per questo c’è una spiegazione. Pare che abbia deciso di rivelarsi al mondo solo adesso poiché i servizi segreti israeliani avevano annunciato di interrompere le ricerche ai criminali nazisti. Tutto ciò come riportato nel periodico argentino El Patriota. Come potremmo mai fidarci dell’Argentina che per anni ha tenuto nascosto dei criminali di guerra? Senza offesa ma preferirei credere a qualcun altro.

Herman-Guntherberg-Hitler

Una storia che fa tenerezza. Di sicuro traumatizza un pò all’inizio ma poi ci fai una bella risata. E se quel simpatico ometto andato via di cervello fosse veramente chi dice di essere? Bè direi che non c’è giustizia a questo mondo. Che senso avrebbe giustiziare ora un assassino di cento ventotto anni; non c’è gusto. E lui finirebbe comunque di godersi la vecchiaia in santa pace. Fortunatamente esiste ancora l’Alzheimer, una malattia che ti fa cadere nel tranello. Uno scherzo ben congeniato che porterà gli ironici a fare una risata su tutta questa storia, mentre altri, più astuti, continueranno a leggere notizie del genere credendo che siano vere. Ma lo sanno tutti che Hitler è morto, andiamo. Anche i bambini non ci cascherebbero. Forse.

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