Dabbing like no tomorrow

di Ettore Arcangeli

È incredibile quanto un cantante possa deludere i suoi fan. Capita di andare al concerto dell’artista che tanto si è ammirato su CD, su internet, in televisione e  poi dal vivo: taac. Delusione massima.

È quello che è successo ai fan di un cantante saudita, tale Abdallah al Shaharani, colpevole di aver lordato la sua performance canora con un gesto volgare, pericoloso ed irrispettoso.

“Avrà fatto il segno della croce non pensando che è una cosa che i sauditi li agita… e non poco.”

“Sarà salito sul palco con la kippah, ignaro del non proprio roseo rapporto tra arabi ed ebrei.”

Niente di tutto questo.

Ha dabbato. E per questo è stato poi arrestato dalla polizia saudita.

dab saudi singer

screenshot di pessima qualità per dare l’idea di persecuzione politica 

Lo avrebbero potuto arrestare per come balla e canta, senza dover scomodare la dab poi (vedere per credere).

Ma è andata così. Anche perché dabbare è illegale in Arabia Saudita. Infatti è vista come un mezzo di promozione dell’abuso di sostanze stupefacenti. Infatti la Commissione nazionale per la lotta alla droga del ministero dell’Interno saudita l’ha letteralmente messa fuori legge.

dabbing forbidden.jpg

Chiaro perché la dab è vietata, no?!

Non mi stupisce molto che in Arabia Saudita si venga arrestati per la dab, quando nel paese manca il rispetto dei basilari diritti dell’uomo. La libertà, sia essa religiosa, sessuale o di parola, viene costantemente repressa, e nel caso si voglia abbattere questo feticcio medievale si guadagnano un sacco di frustate.

Abdallah al Shaharani andrà in carcere. Per aver dabbato.

Mentre da noi la dab l’ha portata quel fenomeno calcistico di Paul Pogba, che l’ha resa famosa come esultanza per i suoi gol, in un’altra parte di mondo è vista come il male.

Ma come può far del male una mossa amata pure dal principe di Norvegia solo i sauditi lo possono sapere.

dab norway prince.jpg

Sangue blu e dab: master of european royal families

In tutto questo non può che esserci solidarietà per questo povero cantante che per una volta è voluto uscire dal suo triste seminato (lo ricordiamo per grandi successi come StonesLlike Teen Spirits e Osama B. Goode). Ogni volta che dabberò d’ora in poi non penserò più a Rovazzi o a Pogba, ma ad Abdallah al Shaharani, e alla sua leggerezza. Capita quando si torna da un tour in Europa.

PS. Alcuni dettagli di questa storia potrebbero essere stati modificati a fini satirici.

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