An interview with Kim Jong-un

di Ettore Arcangeli

Kim Jong-un è sempre più protagonista dei notiziari mondiali. Il suo sogno di possedere un arsenale nucleare si è ormai compiuto, e la Corea del Nord è sempre più in rotta con la comunità internazionale.

Ma perché il leader supremo della Corea del Nord è così passivo aggressivo? C’è qualche motivo, oltre la sete di potere, che lo spinge nella corsa agli armamenti? È una classica situazione di compensazione? O c’è qualcosa di più profondo?

Una risposta a questa nostre curiosità c’è stata fornita dal re dei talk-show televisivi Dave Skylark.

Il noto presentatore è infatti tra le celebrità americane preferite dal leader nordcoreano, che vuole offrirgli un’intervista in esclusiva per Skylark Tonigth.

Sembrerebbe la trama di un film ed infatti lo è. The Interview esce nel 2014 e fa subito infuriare Kim Jong-un, offesosi per come viene dipinto nel film. La satira di Evan Goldberg e Seth Rogen ha portato il mondo sulle soglie di un fallout nucleare. A tanto erano arrivate le minacce contro gli Stati Uniti, rei di non aver censurato la pellicola. La Sony, produttrice del film, subì anche degli attacchi informatici. Insomma, a Kim Jong-un questa faccenda proprio non è andata giù.

L’immagine che traspare del Supremo Leader è leggermente diversa da quella che possiamo immaginare, e sorprende persino Dave Skylark, interpretato da James Franco, e Aaron Rappaport, interpretato da Seth Rogen, producer e cervello di Skylark Tonigth- i protagonisti della storia.

I due non fanno in tempo ad aggiudicarsi l’esclusiva intervista con il Leader nordcoreano  che già la CIA vuole assoldarli come assassini. L’occassione è ghiotta per il governo ed una sexy spia riesce a circuire il poco resistibile Franco che accetta il patriottico incarico.

L’arrivo a Pyongyang trasmette sensazioni differenti ai due amici-colleghi. Dave è eccitato, sorpreso e desideroso di immergersi in questa nuova realtà. Aaron invece è dubbioso e sembra pensare troppo al fatto che la Corea del Nord è tra i peggiori paesi del mondo per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani.

Ma il piatto forte di questo film è il personaggio di Kim Jong-un (interpretato da Randall Park) che si rivela essere pieno di sorprese. Il Supremo Leader si mostra a Dave come un appassionato di basket, auto di lusso, margarita, Katy Perry, e fi… belle ragazze. Ne emerge anche un conflitto irrisolto col padre Kim Jong-il, che criticava la vita comoda e lussuosa del figlio. Il piano omicida non riesce ad andare in porto. Dave rimane colpito da questo lato di Kim e desiste. Quando però si rende conto della violenza e delle falsità del regime si accorda con il capo della propaganda, la soldatessa Sook-yin Park, per far piangere Kim durante l’intervista e distruggerne così il culto diffuso tra la popolazione nordcoreana e farla così insorgere.

Come finisce non ve lo dico, anche se ve lo potete immaginare data la reazione scomposta del vero Kim Kong-un.

North-Korea-Nuclear-Test-Kim-Jong-un-US-South-War-Nuke-Explosion-Warhead-Hydrogen-599769.jpg

Sperando che la situazione reale non degeneri, godiamoci la satira e la nostra libertà. A questo mondo non si può dare nulla per scontato.

ALLERTA SPOILER!

Vi lascio qua una delle scene più belle e significative del film.

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