Camera Caffè contro i 5 Stelle?

di Ettore Arcangeli 

Dopo il mio consueto episodio di Spie al ristorante, mi metto a fare il caffè. Preparo la moka mentre faccio zapping e capito su Rai 2. Ci sono i nuovi episodi di Camera Caffè. Fantastico.

camera caffé rai 2.jpg

Luca e Paolo sono sempre i mattatori dello show. I tempi della fusione sono ormai un ricordo e l’azienda delle mitiche C14 è caduta ormai in mani cinesi.

Dei vecchi personaggi non ci sono tutti. Si nota l’assenza di Olmo, il cui interprete (e vecchio autore del programma) si è detto deluso da come e stato trattato dalla nuova produzione.

Gli episodi scorrono fino all’ultimo. Si chiude con le Fake News. Luca spiega a Paolo cosa sono e che pericolo possano essere per la democrazia. Paolo è di coccio e Luca decide per fare una dimostrazione pratica. Si inventa che le polpette che servono a mensa sono fatte con pezzi di cane. La povera vecchia è la prima vittima di questa bufala. Sconvolta, diffonde il Verbo. In poco tempo la bufala assume sempre più dettagli e sempre diversi. Alla vecchia si aggiunge tutto il personale che vuole rovesciare Luca dalla guida del sindacato. Per metterci quello scemo della guarda giurata (non Andrea eh, sia mai che fraintenda).

La folla diventa impressionabile e se la prende con immigrati, mussulmani e comunisti. Quando Luca cerca di difendersi Paolo si scansa e lascia l’amico in pasto alla folla. Il popolo ha deciso. A nulla è servito l’impegno di Luca per convincerli della verità: era lui che aveva messo in giro quella falsa voce. Ma la verità ha perso importanza. Questa è l’epoca della post verità.

Nella scena finale la folla ritorna e se la prende con Luca al grido di Onestà! Onestà! Onestà!

Io non sono un sostenitore pentastellato, lo ammetto, ma pare immediato il riferimento. Lo slogan è tipico dei 5 Stelle e della loro narrazione politica.

La satira è in questo caso forte e rivolta a dare un giudizio al popolo più che ai politici (non che sia sbagliato). Certo in una televisione pubblica e sempre accusata di essere al servizio del potere politico una rappresentazione del genere forse è fuori luogo. Non viene proposta un’immagine ambigua né uno spunto di riflessione. Ne esce fuori solamente che dietro al grido Onestà! si nasconde la degenerazione della politica. È satira questa?

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