di Lorenzo Borzuola

Lillo & Greg sono ormai due eterni comici che impazzano sia in televisione che sul web. Ed è proprio quest’ultima risorsa ad accentuarne maggiormente il successo. YouTube è il social più importante dove poter rivedere all’infinito le loro mirabolanti e sempre divertentissime scenette, partendo da quelli dei vari programmi televisivi o radiofonici; si pensi a Bla Bla Bla, The show Must Go Off o 610, co condotto assieme ad Alex Braga e dove i loro personaggi più famosi hanno avuto modo di essere riproposti, dando libertà anche ad ulteriori personaggi e attori di contorno. Tuttavia la loro comicità, nuova, irriverente, fondata anche sull’improvvisazione, sulla mimica e sugli equivoci, sia verbali che scenici, ha ormai alle spalle più di vent’anni di lavoro. È proprio dall’inizio degli anni 90 che un nuovo modo di far ridere esce fuori; sebbene legato e mai disunito dalla tradizione del riso italiano.

Lillo e greg

Ma non sono qui per farvi una storia complessa della loro vita e delle loro caratteristiche; tanto sapete quasi tutti chi sono e come sono fatti. Lillo basso e tozzo, Greg alto e magro. Naturalmente le caratteristiche fisiche di un attore, specialmente se si tratta di un comico, sono importanti a delinearne gli aspetti risibili e la verve; solamente su un Greg o un Lillo si potrebbero scrivere pagine e pagine, per non parlare poi di altri loro pari. Quello si cui vi parlerò oggi, ha si a che vedere con i due guitti romani, ma in un pezzo umoristico e anche demenziale, in cui non sono presenti in maniera concreta. Ma la voce a volte conta più di un uomo in carne ed ossa. Ed ecco infatti spuntare fuori un vero gioiellino nel loro panorama artistico.

Da il duo scritto, diretto e interpretato, ecco venir fuori “Pupazzo Criminale”, una geniale e sfarzosa presa in giro della famosa serie televisiva “Romanzo Criminale”. A mio parere, una messa in scena che per certi aspetti riesce ad avere una grande originalità e soprattutto dei tempi comici strepitosi; sempre attraverso quella particolare comicità che è un loro segno di riconoscimento. Girato con mezzi non proprio all’avanguardia, riesce a far ridere con poco, e i favolosi effetti speciali che abbondano in film e serie TV, sono messi da parte e sostituiti con dei veri e propri pupazzi mossi a mano. Insomma, il teatrino delle marionette che non invecchia mai, e che in una web series di appena 40 episodi ti fa letteralmente morire dalle risate. E chi sono i protagonisti principali?

Il capo supremo dell’organizzazione romana che gestisce gran parte del traffico di armi e droga nella capitale italiana è Rana. Un basso ranocchio ma con la voce da duro, che tenta di concludere nel migliore dei  modi le varie missioni che affida ai suoi compari. Un vero duro che però fatica a farsi rispettare dagli altri componenti della banda a causa della loro non sorprendente intelligenza. Se avete visto la serie sapete allora a chi mi riferisco. In compenso sta con una bionda che lo tiene a pane e “pasta e facioli”, e che gli vieta di mangiare dolci.

Rana

Sorcio Secco, prima noto nel panorama criminale con il soprannome di “Secco”. Da quando ha scoperto che un altro topo come lui si fa chiamare “Er Sorcio”, ha deciso di cambiare il suo soprannome con “Sorcio Secco”, creando ogni volta scompiglio e confusione all’interno della banda. Specie fra lui e Rana ci sono incomprensioni continue. Diciamo che il personaggio più difficile che rischia sempre di farsi scoprire e che non capisce mai gli ordini che il boss gli affida. Il suo punto debole? Non ama essere chiamato “Secco”, e quando qualcuno lo fa, urla ai sette venti di non chiamarsi secco.

Rana e Sorcio Seccco

Poi c’è “Primavera”. Uno strano paperotto bianco. Braccio destro di Rana, è forse l’unico che segue gli ordini alla regola. Ma anche lui può sbagliarsi. Storico fu il suo errore con il ricettatore, che invece di affari gli si mette a parlare di ricette culinarie.

Cocco primavera e paperello

Paperello, altro uomo, o papero fidato della Rana, non smette mai di stupire come Sorcio Secco. Sebbene non abbia un quoziente intellettivo alto, sta agli ordini del capo banda porta sempre a termini i propri doveri senza discutere troppo.

“Giraffa” è al pari di “Sorcio Secco”. Fannullone, non è una cima ed è facilmente corruttibile, anche se deve mettere di mezzo i suoi.

Giraffa e Battista

Ma il personaggio più misterioso di tutti è senza ombra di dubbio, “Cocco”. Per puntate la “Rana” ha cercato di convincere i suoi uomini che Cocco altro non è che un pupazzo. Uno zaino a forma di coccodrillo senza vita. Eppure la cosa non riesce mai a convincere del tutto Sorcio Secco, Paperello e Primavera. A volte lo usano anche come capro espiatorio pur di non far ricadere la colpa su se stessi. Cocco, da buon oggetto inanimato, se ne sta immobile; ma siamo proprio sicuri che sia veramente un pupazzo?

Cocco

Tra gli altri personaggi di contorno dobbiamo assolutamente ricordare “I Fratelli Cipriani”, dimezzati dalla furia omicida di Sorcio Secco e i “Fratelli Carzini”, due calzini senza cervello, oltre anche ai vari scagnozzi del Cinese, boss rivale della Rana. E tra gli Special Guest della serie troviamo, Paolo Bonolis nei panni del ricettatore, Maurizio Battista nei panni di Maurizio Battista, ma scambiato per Enrico Brignano, Virginia Raffaele come la donna della Rana e Marco Presta che interpreta l’avvocato.

Pupazzo Bonolis

Le voci uniche ed inimitabili di Lillo & Greg che ancora una volta ci hanno regalato degli sketch senza tempo. Siamo comunque in attesa dei prossimi episodi.

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