di Lorenzo Borzuola

Una giornata di sole nella città di Granada. Il caldo pomeriggio sembra distogliere il pensiero dell’inverno ormai alle porte anche nel profondo sud della penisola iberica. Il popolo si concede la tradizionale siesta in casa, altre persone invece percorrono Calle Recogida e si concedono un pò di relax tra le vie antiche della città, sorseggiando cerveza o un caffé con leche seduti in un bar all’aperto. Altri degustano tapas, conversano o vanno di compra (il classico shopping). Tutto appare tranquillo dall’altra parte del paese, quasi non accorgendosi nemmeno che in quelle ore la Cataluña ha mandato un duro messaggio alla nazione e al governo.

Anch’io approfitto della giornata soleggiata e mi discosto un pò dal centro, nella parte più nuova di Granada. La “Fundación CajaGranada” offre una piacevole e interessante visita nel complesso architettonico progettato dall’architetto Alberto Campo Baeza.

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Composti principalmente da due palazzi imponenti separati da una distesa di alberi che rimandano ad un giardino arabo. Accedendo al primo si ha la possibilità di ristorarsi all’ultimo piano inebriati dal favoloso panorama della città e della Sierra Nevada sullo sfondo. Inoltre accoglie anche un museo d’arte, di storia e un teatro. Nella parte adiacente, due rampe di scale circolari, che si rifanno alla struttura, vanno a comporre il bianco cortile.

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Poco distante, la conclusione del lavoro di Campo Baeza con il palazzo Carlo V con gli uffici della banco BMN. Un enorme cubo che dovrebbe rimandare a un’enorme roccaforte. La parte interna invece assume le sembianze di una cattedrale, in particolare quella di Granada, con tre enormi colonne svettanti verso il soffitto cassonato e i nove fori da cui passa la luce. I raggi solari che penetrano all’interno, vanno ad illuminare le due immense pareti di fino alabastro; la parete di alabastro più grande d’Europa.

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 I due blocchi di cemento sono separati da un aranceto.

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E mentre la visita sta per terminare ecco che la notizia, che sui rotocalchi rimbalza da ore, arriva anche alla mia presenza dalle parole di una giovane granadina. “Me he quedado malo” dice la ragazza che inizia a parlare delle sue esperienze passate. Parla di quanto sia stata importante per lei una città come Barcellona, dove aveva studiato per ben due anni. Aveva lasciato in quella città un pezzo di se. Alla notizia che il presidente catalano aveva dichiarato l’indipendenza, il suo malessere era alle stelle, aggiungendo di come questo porterebbe la Cataluña alla crisi e allo sfacelo. Rimane comunque sicura del fatto che gran parte della popolazione catalana non sia affatto d’accordo con tale distaccamento da parte del parlamento catalano, e che tutto si risolverà prima o poi.

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Il contorno montuoso della Sierra Nevada

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