di Lorenzo Cavallo

Dal 26 al 29 ottobre è andato in scena al Teatro Elicantropo di Napoli “Nevrotika vol.1-2-3“, uno spettacolo (scritto e diretto da Fabiana Fazio) sulla Follia e su quella particolare psicosi di massa che prende il nome di Società, attraverso  un ironico gioco di specchi ed ossessioni ispirato al pensiero di Paul Watzlawick e Claudio Naranjo.

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Questo “viaggio nella nevrosi intesa come disturbo di adattamento in una società malata” a poco a poco ci presenta la sconcertante realtà per cui “nessuno può dirsi non affetto da ciò“, nessuno si salva dall’enorme ed inglobante teatro della follia di cui siamo tutti – in qualche modo – attori (à la Goffman).

Nevrotika Fabiana Fazio

Tanto vale allora godersi appieno la propria nevrosi, come c’invitato a fare i personaggi di questo cast tutto al femminile, in cui compare anche la regista che, da ex allieva del laboratorio dello stesso Teatro Elicantropo, ha considerato quest’occasione come un ritorno a casa.

Tra i sui percorsi visionari e stralunati “Nevrotika vol.1-2-3” ci spinge a lasciarci alle spalle i vecchi schemi di classificazione socio-mentale, in modo da poter rielaborare il rapporto tra uomo e malattia e quello tra società e individuo; perché in fondo la sanità mentale è un costrutto sociale (à la Foucault) ed i limiti tra normale ed anormale sono sottilissimi – se non totalmente immaginari.

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Insomma Fabiana Fazio, in una sfilata da carnevale allucinato, porta in scena i primi tre capitoli di una tassonomia antropologica dove – senza mai dimenticare l’importanza del dialogo con il pubblico –  il divertimento agisce da catalizzatore rivoluzionario e da campanello d’allarme civile: la nevrosi, in quanto perturbamento della coscienza, non è mai stata tanto divertente!

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