Claudia Cardinale – Da Tunisi al selvaggio West

di Lorenzo Borzuola

Nata a Tunisi il 15 aprile del 1938, da una famiglia di commercianti originari di Gela, Claudia Cardinale visse  i suoi primi anni tra l’Italia, la Francia e la Tunisia. Ma la sua lingua natia non è proprio l’italiano; parla bene l’arabo, il francese e il siciliano. Per la lingua italiana dovrà aspettare la carriera di attrice. Fino ai diciott’anni il mondo dello spettacolo l’affascina ma non è intenzionata ad entrarci. Grazie ad un fortuito incontro con alcuni dirigenti del festival Unitalia-Film, che si svolgeva proprio in Tunisia, Cardinale viene notata ed eletta la più bella italiana di Tunisi. Dopodiché volò verso il festival del cinema di Venezia; nello stesso momento le viene offerto di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ma non sentendosi a suo agio, decide di tornare a casa.

A causa di una violenza da parte di un produttore più anziano di lei, Claudia Cardinale rimane incinta, e decisa a non abortire si getterà a capofitto nel mondo del cinema pur di mantenere la famiglia. Il suo primo film girato in Italia sarà firmato da Mario Monicelli. I Soliti Ignoti, da immediatamente a Claudia un successo inaspettato. L’innata bravura e la bellezza provocano eccitazione tra il pubblico; specie quello maschile. Nel film recita la parte di Carmelina, sorella rinchiusa in casa di Ferribotte (Tiberio Murgia). Ruolo che ricoprirà anche nel secondo capitolo della sgangherata banda di ladri L’audace colpo dei soliti ignoti, diretto stavolta da Nanni Loy. Solo dopo alcuni anni dal parto, la giovane attrice confesserà a tutti di avere un figlio, fino ad allora tenuto nascosto ai giornalisti e al pubblico.

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Claudia Cardinale con Renato Salvatori ne I Soliti Ignoti

Continua la sua carriera altalenandosi all’inizio con ruoli comici ma via via sempre più drammatici come Un maledetto imbroglio, di Pietro Germi, Il bell’Antonio di Mauro Bolognini o Rocco e i suoi Fratelli di Luchino Visconti. Proprio con Visconti farà da coprotagonista in uno dei colossal italiani più famosi e belli di sempre. Il Gattopardo, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è un meraviglioso affresco dell’Italia, soprattutto della Sicilia, durante il momento della sua unità. Indimenticabile la scena del valzer in cui Burt Lancaster, nel ruolo del Principe Don Filippo di Salina, balla con Claudia Cardinale, Angelica Sedara. Così come indimenticabile resta la sua parte in 8 ½ di Federico Fellini accanto a Marcello Mastroianni. Una carriera ancora all’inizio e la Cardinale è già una star internazionale. Con Luigi Comencini, nel 1963, gira La Ragazza di Bube, grazie al quale vince un Nastro d’Argento come migliore attrice, e nello stesso anno collabora alla realizzazione del cult La Pantera Rosa diretto da Blake Edwards, a fianco di David Niven e Peter Sellers.

Il Gattopardo - Film 1963

Il Gattopardo

Gli anni sessanta si chiudono con altrettanti successi e capolavori, sia in Italia che all’estero. Il circo e la sua grande avventura di Henry Hathaway, Il Magnifico Cornuto di Antonio Pietrangeli, Il giorno della civetta di Damiano Damiani e il canto del cigno del cinema western rappresentato da C’era una volta il West. L’immortale capolavoro di Sergio Leone segna anche la sua prima e vera lavorazione con una donna come attrice protagonista. Dopo l’uomo senza nome interpretato da Charles Bronson, lo spietato cattivo con gli occhi azzurri e con il volto di Henry Fonda, e il killer feroce e  un po’ sornione e grande amatore Cheyenne, interpretato da Jason Robards, c’è Jill. Jill è un’ex-prostituta di New Orleans che si reca in una sperduta cittadina dell’ovest per sposare l’irlandese McBain. Al suo arrivo, scopre che l’uomo e i suoi tre figli sono stati barbaramente uccisi da un killer misterioso. La colpa ricade sul bandito Cheyenne ma assieme all’uomo con l’armonica riuscirà ad arrivare finalmente al colpevole.

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Ogni scena del film è un possibile finale; ma ogni scena ha un indizio in più, e una nuova strada da seguire. Per questo prima di arrivare al vero finale ne passa del tempo, senza mai cadere nella noia e nella banalità dei film di John Ford o di altri registi americani. Leone, con la coppia di giovanissimi sceneggiatori BertolucciArgento, crea un’epopea dal respiro ampio ed eterno, un film romantico dai risvolti drammatici, un thriller senza tempo con il quale descrive la morte del western selvaggio e l’arrivo della civiltà moderna. Proprio con il ruolo concesso a Claudia Cardinale, Leone mette nelle mani di una donna l’avvenire dell’America di fine ottocento.

Negli anni settanta Cardinale prende parte ad altrettanti opere molto interessanti come L’udienza di Marco Ferreri o Bello, onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa e con Alberto Sordi. Durante la lavorazione di I guappi, Claudia conosce il regista Pasquale Squitieri con il quale inizia un profondo rapporto sentimentale. Proprio con lui, dopo un forte periodo di stress e di esaurimento nervoso, lascerà le scene e si dedicherà più a se stessa e alla sua vita personale. Ma i rapporti con il produttore Franco Cristaldi, con il quale aveva avuto una relazione, la portano ad un vuoto nell’ambiente cinematografico. Infatti, Cristaldi, saputa la decisione dell’attrice di prendersi un po’ più di tempo per lei e la sua famiglia, invece di essere comprensivo le si scaglia addosso con sete di vendetta non facendola più lavorare per alcuni anni.

Ritornerà a lavorare ininterrottamente con Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, seguito da altri film come Corleone o Il prefetto di ferro. Succede poi un momento di forte tensione che culminerà con una seconda maternità e l’increscioso episodio che vide Squitieri puntare una pistola ad un paparazzo che voleva fotografarli.

Gli anni ottanta si aprono con Fitzcarraldo di Werner Herzog, in cui Cardinale si ritrova a recitare assieme a Klaus Kinski. Un film che è un esempio di quanto duro possa essere girare ed essere attrice e attore. Oltre al caldo amazzone,  le difficoltà di lavorazione vennero proprio dai duri contrasti che c’erano tra Herzog e Kinski. Dopo La Storia di Luigi Comencini, e altri due film diretti dal marito come E li chiamarono briganti e Claretta, Claudia decide di intraprendere la carriera teatrale. Comunque, non smettendo mai di recitare.

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