di Lorenzo Borzuola

Alla mostra del cinema di Venezia di quest’anno c’è una succosa novità che ha già fatto scalpitare di gioia i cinefili più appassionati. L’ultimo film di Orson Welles, quello che non era riuscito a portare a termine a causa della produzione e della sua morte, è ora un sogno che diviene realtà. The other side of the Wind, iniziato nel 1970, torna in vita, completo e pronto, dopo una lunghissima attesa durata più di trent’anni. Il regista Peter Bogdanovich, che aveva partecipato alla lavorazione del film assieme a John Huston e Susan Strasberg, aiutato dalla famiglia Welles e il re dello streaming, Netflix, collaborò perchè il film del maestro fosse terminato; riuscendoci, a quanto pare. Bogdanovich aveva già dichiarato nel 2009 di volerlo terminare ad ogni costo.

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Un progetto che era stato bloccato dalla produzione, così come avenne per altre due opere come Don Quixote e Il mercante di Venezia. Tuttavia è forse proprio The other side of the Wind ad avere un qualcosa di estremamente differente da quelle che erano state le pellicole precedenti del regista americano. Un film che si distaccava fin da subito dalle sue correnti e tematiche partendo dalla trama stessa; una sorta di 8 1/2 ma con qualcosa di più personale. La storia dell’ormai anziano regista in bancarotta, che era stato interpretato all’epoca da John Huston, può ora finalmente essere gustato, visto e creduto.

 

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