Ho creato una fake news

di Ettore Arcangeli

Di questi tempi riconoscere il vero dal falso sul web diventa sempre più complicato, soprattutto se lo si approccia con superficialità. Se comprendere la veridicità o meno di una storia su un gattino allattato da una paperella può non essere di vitale importanza, saper discernere la verità dalla mistificazione dell’informazione diventa determinante perché in base a quell’informazione poi si determineranno le politiche e le direzioni di un intero paese.

Ma a volte, nella confusione di quella grande piazza virtuale che sono i social network, capita che la realtà sia fraintesa anche quando sia evidente. E questo, purtroppo, per motivi ideologici.

Così ho voluto fare un esperimento. Ho condiviso in un gruppo, dedito al confronto politico (o almeno così dicono nella descrizione), una foto. Per triggerare il maggior numero di persone possibili ho ovviamente scelto un soggetto particolare.

lega-merda-nero

Ora riguardate la foto. Cosa vedete?

Ve lo dico io. Un ragazzo nero, forse un immigrato regolare che lavora per qualche comune, forse un ragazzo italiano nato qui da genitori immigrati, forse un profugo che si dedica al volontariato. Questo ragazzo sta evidentemente, senza alcuna ombra di dubbio, passando con un rullo della vernice bianca sopra una scritta che recita: LEGA MERDA.

In poche parole questa ragazzo sta pulendo quella che è una scritta ingiuriosa. Che lo faccia per lavoro o per bontà d’animo non ci interessa. Il punto è che questo sta chiaramente cancellando la scritta come da prassi.

Ma quest’evidenza forse non è chiara a tutti. Infatti, poco dopo la condivisione della foto in questo gruppo arriva la prima reazione.

reazione-1.png

Non concentratevi sulla grafia perché questa persona è probabilmente un’italiana del Sudamerica. Fa piacere la solidarietà tra diverse forze politiche e persino attraverso i continenti, ma dire che quel ragazzo sia un terrorista perché sta cancellando una scritta su di un muro mi sembra esagerato.

Vi risparmio la lunga serie di adesivi che questa ha lasciato nel post, per presentarvi colui che non vede l’ora che Salvini risolva il problema dei neri che puliscono i muri.

 

reazione-2

Timidamente, un signore sulla cinquantina, esprime la sua opinione: “Mi sembra che stia cancellando la scritta!!!!!”

Si sa che però nell’arena virtuale essere timidi e titubanti non paga. Ad una giovane e sbarazzina quarantenne che vuole rispetto per la decisione elettorale del popolo italiano, una signora elegante e avanti con l’età risponde con fermezza sottolineando la realtà dei fatti.

reazione 3

Un’altra donna ha la soluzione per risolvere il problema del vandalismo, solo se è legato ad un eccesso melanìnico però: “In galera, poi espulsione. Anzi, espulsione e basta che poi ci tocca mantenerlo. Nessuno deve imbrattare i muri delle nostre città”.

La paladina del muro pulito ha però uno scatto d’umiltà e si mette in dubbio. Al che le risponde la solita signora elegante per chiarirle le idee.

screen C.jpg

La dedizione dell’ultimo commentare è invidiabile. L’invito generale alla excusatio non sortisce però alcun effetto.

Arriva poi il paladino della libertà d’espressione. Che comunque non c’ha capito niente manco lui.

screen B

Quando l’effetto del post sembra ormai finito, all’improvviso, il Genio.

screen A

In pratica, condividendo una foto in cui una persona è chiaramente intenta a ripulire un muro delle persone hanno capito che invece, quella persona lì fosse un vandalo, un graffitaro, un terrorista, un pericolo. E così, questi, nonostante i richiami all’evidenza di alcuni, penseranno che da qualche parte in Italia un ragazzo dalla pelle scura va in giro con un rullo a scrivere LEGA MERDA su tutti i muri che incontra. In pratica, ho creato una fake news!

Tutto questo ci insegna qualcosa di molto importante: davanti alla verità, per quanto sia evidente, siamo cechi se indossiamo gli occhiali dell’ideologia.

PS. Lo confido a voi che siete arrivati fino in fondo: l’immagine d’intestazione mi fa sganassare dalle risate. Per questo, e nessun altro motivo, è stata scelta dopo un’accurata ricerca di un’immagine più seria e consona.

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