di Ettore Arcangeli

Cari, carissimi nonni, in tutta Italia siete l’architrave su cui si poggiano la maggior parte delle famiglie.

Il vostro aiuto è spesso indispensabile. Ci avete cresciuto, accompagnato a pallone, a scuola, portato in vacanza e ancora, nonostante siamo ormai adulti e vaccinati (o almeno quasi tutti lo siamo) ci sostenete.

Il vostro impegno è stato quantificato, dallo studio di servizi ProntoPro, come meritevole di una mensilità da 2000 €.

Fate tantissimo, e lo fate solo per amore!

Ma quando sento queste cose, mi viene da pensare a tutte quelle famiglie che su questo prezioso aiuto non possono contare. E si scontrano così con l’assenza di uno Stato che affida agli anziani la cura dei più giovani.

Per chi, come me, è stato fortunato ad avere tutti e quattro i nonni fino al compimento dell’età adulta ciò conta poco. Quante belle mattine al mercato, ai giardini e all’orto ho vissuto con i miei nonni! Pensavo da piccolo che fosse normale per tutti affidarsi alle cure dei nonni quotidianamente, ma crescendo ho scoperto che la realtà è un’altra. Ci sono famiglie divise, genitori e figli che non si parlano,  nessun legame tra nonni e nipoti, famiglie isolate nel caos delle metropoli e tanti anziani che vivono una vita solitaria lontano dagli affetti più cari.

A queste persone sole, che siano nonni, figli o nipoti poco importa, voglio dedicare oggi questo pensiero.

PS: Non me ne vogliano le mie nonnine -e i mie nonni, ormai entrambi scomparsi purtroppo- se non le ho prese in considerazione, ma a loro preferisco dedicare tutti gli altri giorni dell’anno.

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