Troppa Grazia – Il nuovo film di Gianni Zanasi

di Lorenzo Borzuola

Troppa Grazia è l’ultimissimo film del regista Gianni Zanasi che lo ha presentato per l’Italia e anche al cinema PostModernissimo di Perugia. Nato quasi per caso, Zanasi racconta con senso dell’ironia e con un pizzico di velato dramma sulla società odierna, un’apparizione mistica in un mondo in cui tutto è banale e nessuno si scandalizza con poco. Dire poco ad una personalità come la Madonna sembrerebbe quasi un insulto, eppure la vergine madre di Dio trova un ostacolo che dovrà superare con le unghie e con i denti. Una volta si appariva alle pastorelle, oggi invece ai geometri che prima di fare costruire chiese come vuole la beata, sono costretti a fare sopralluoghi e indagini.

Ma la madonna è solo uno dei personaggi principali. La vicenda vera e propria si concentra su Lucia, una donna sola che, dopo aver lasciato il compagno Arturo, accudisce la figlia Rosa ed è costretta a farlo con ogni mezzo possibile pur di racimolare qualche soldo. La fortuna gira dalla sua parte quando Paolo, un suo caro amico, gli offre l’incarico di fare dei rilevamenti su un terreno sul quale si costruirà un edificio artistico di grandi dimensioni: “l’onda”. Tra l’altro, sullo stesso terreno dove da piccola Lucia andava con sua madre.
Tuttavia è disposta a tralasciare quei ricordi e si mette al lavoro. Un giorno però, la madonna le appare. Lucia la scambia per una profuga anche se, quando se la ritrova in casa, comincia a convincersi che in quella persona c’è davvero qualcosa di sovrannaturale.  L’apparizione, alla quale Lucia cerva di resistere, la prega di andare dagli uomini, dagli architetti e costruttori dicendo loro di costruire una chiesa. Nessuno a cui Lucia racconta la storia vede questa figura. In un vero e proprio combattimento corpo a corpo la vergine fa cambiare idea alla donna che inizia ad ammutinare la costruzione dell’opera, portandosi dietro l’incredulità e lo sbeffeggiamento di amici, colleghi e dell’architetto. Lo stesso Arturo, che lavora al progetto, diffida delle parole della ex, cercando poi il modo di capirla e aiutarla.

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È una visione della Madonna che non si vede tutti i giorni. Una donna con i contro coglioni si sfida con Lucia, altra figura forte ma allo stesso tempo fragile. Una debolezza che nasce dal suo amore verso la figlia che vuole crescere senza farle mancare niente. La storia di Zanasi non si conclude con un banale e scontato ritorno di fiamma tra lei e Arturo. Lei è la sola che può aiutare Rosa dinnanzi all’incredulità o alla troppa fede. Facile è urlare al miracolo, la cosa difficile è arrivarci e credere che ci sia davvero qualcosa di meraviglioso per cui vivere. Lucia in questa vicenda, non trova la fede, se non l’infanzia abbandonata; quella smarrita, ingenua, credulona, meravigliosa, appagante. Quella in cui tutto poteva succedere senza essere troppo legati a questo materialismo che ci circonda. La parabola di Zanasi è in stretta concordanza con i ricordi, con una visione fanciullina personale ma che riesce ad arrivare a ogni individuo. Parabola del terzo millennio che cerca di fare ritrovare se stessi permettendo ad altri di usufruire dello stesso equilibrio ritrovato. Storia di condivisione e d’amore; tra madre e figlia, tra figlia e la vita che viene, ancora inattesa e misteriosa.

Il regista ci azzecca soprattutto con la scelta di attori professionisti, dai quali richiede una recitazione vera, depressa perché al passo con i tempi ma mai solamente drammatica. Sul viso di Alba Rohrwacher si scorge ansia e commedia, sulle disavventure/avventure di Elio Germano (Arturo) proviamo pena ma la consueta amarezza di vivere come se non si vivesse appieno tutto; e infatti sarà il suo personaggio a dare una svolta concreta alla storia, proprio perché legato, frustrato, confuso ancora più di Lucia. Nel film ogni personaggio ha qualcosa di proprio e originale: una caratteristica che non si fonde con quella degli altri. Troviamo infatti Paolo, interpretato da Giuseppe Battiston, che è un idealista sognatore ma anche un cinico quasi spietato. Lui non aiuta Lucia, bensì vuole a tutti i costi che i lavori inizino, ma nel fare questo sa che c’è qualcosa di sbagliato. Un atteggiamento simile lo si ritrova in Hadas Yaron attrice che veste i panni della Vergine; lei da ordini, senza discussioni ma è ancora troppo abituata alla vecchia amministrazione. I tempi sono cambiati e lei dovrà agire in maniera differente. Dovrà insomma stare al passo con i tempi, con le trasformazioni perché il suo piano si compia.

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(da sinistra) Alba Rohrwacher, Gianni Zanasi e Hadas Yaron

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