di Lorenzo Cavallo

Ma egli era abbastanza saggio da sapere che su questo globo niente di buono è mai accaduto, di cui qualcuno non abbia riso al primo momento”. Questo scrive Charles Dickens verso la fine del suo famosissimo racconto Canto di Natale, in riferimento allo stupore, provocato nella gente, dal netto e repentino cambiamento di Ebenezer Scrooge alla fine della storia. 

In pieno “Spirito natalizio” British potremmo dire. 

Del resto già in un saggio di qualche anno fa, Fenomenologia del cinepanettone, Alan O’Leary ci restituiva una riflessione sull’importanza di un appuntamento annuale come quello del cinepanettone (“autentici cult contemporanei”), inaugurato da Vacanze di natale del 1983 diretto da Carlo Vanzina

E in effetti, a voler guardar bene, da Natale in casa Cupiello di Eduardo a Il Grinch di Ron Howard il tema del Natale è sempre stato uno sfondo propizio per le riflessioni più disparate; toccando le vette dell’arte come in La vita è meravigliosa o alleggerendoci i pensieri con Miracolo sulla 34a strada.

Il Natale, al di là della sua valenza specificamente religiosa, è un momento simbolico dell’Occidente, un paesaggio storico su cui si sono sempre riversati i più svariati frutti della cultura umana. 

Così, inseguendo i nostri sogni, come i personaggi di Love Actually di Richard Curtis, tra un pacchetto e l’altro, sarebbe il caso di non dimenticarsi di fermarsi un attimo e trovare il tempo di fare un regalo a noi stessi e guardarsi un bel film di Natale, magari il nostro preferito! 

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