Coen, Taviani, Lumiere, Vanzina, Wachowski… – Soci, fratelli e grandi coppie del cinema

di Lorenzo Borzuola

Visto che siamo in ballo e dobbiamo ballare, iniziamo questo 2019 all’insegna dei buoni rapporti e della fratellanza. Per pseudocritici di cinema come noi, non possiamo certo tralasciare tutti quei legami, sia fra parenti o solo fra buoni amici, che sono un punto di riferimento quasi indissolubile per quanto riguarda la nostra cultura cinematografica. Bello è pensare ad un film costruito, sceneggiato e diretto, solo da un unico individuo geniale e con inventiva; ma è bello anche capire e rendersi conto di quanto sia importante e anche usuale, una sintonia sacra ed eterna capace di scrivere e dirige un qualcosa in due, ma come fosse un unico corpo.

Sto parlando di quelle coppie d’arte che dal principio, passando per i successi o i flop, hanno sempre avuto questa chimica e questo rapporto davvero indistruttibile; impossibile da immaginare solo uno dei due, senza l’altro. Come se parlassimo di Stanlio senza includere Ollio, o di Gianni senza Pinotto; come se, discutendo di Franco non mettessimo in mezzo anche Ciccio. Naturalmente non ci focalizzeremo sulle coppie di attori, bensì sui duetti di registi e sceneggiatori; una situazione ancora più difficile, se si pensa alla grande fatica che si ha, il più delle volte, nel cercare di andare d’accordo su qualcosa; specie se riguarda una sceneggiatura, un metodo di ripresa, un soggetto o un idea per un personaggio.

Eppure esistono specialisti in questo campo che sono riusciti a fare grandi cose e tutto grazie ad uno stretto e sincero gioco di squadra.

Andiamo a vedere alcune di queste coppie storiche, molte delle quali famose per il grado di parentela: altre per il grado di amicizia.

1. Joel e Ethan Coen

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I Fratelli Coen, come spesso li si sente chiamare, iniziarono la loro carriera nel 1984 con il lungometraggio Blood Simple, e da quel momento non si sono più fermati, mettendo in scena alcuni dei film più indimenticabili di sempre come The Big Lebowski, Fargo, Fratello dove sei e Non è un paese per vecchi. Sebbene Joel, di tre anni più grande, abbia sempre rappresentato la mente registica della coppia e Ethan quella dello sceneggiatore, la collaborazione tra i due è stata sempre così univoca e stretta che durante le lavorazioni e le riprese, attori e tecnici chiedono ad entrambi consigli come fossero un’unica persona. Quattro Oscar: nel 1997 per la miglior sceneggiatura originale per Fargo e del 2008 risale il loro exploit vincendo ben tre statuette per Non è un paese per vecchi. Nel 2018 è uscito sulla piattaforma Netflix il loro ultimo lavoro intitolato The Ballad of Buster Scruggs.

2. Paolo e Vittorio Taviani

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Una sintonia lavorativa, quella dei fratelli Taviani, che è proceduta in più di cinquant’anni. Dopo aver fondato il Cineclub di Pisa ed essersi trasferiti a Roma per inseguire inseguire il loro sogno, durante gli anni cinquanta si videro partecipi di alcune sceneggiature di Cesare Zavattini e documentari diretti da Joris Ivens. Nel 1962 dirigono il loro primo film, Un uomo da bruciare, con il quale inizia la lunga amicizia e collaborazione con l’attore Gian Maria Volonté, che seguirà con altri lavori dei due fratelli come Sotto il segno dello scorpione. Una carriera iniziata con film di stampo politico e sociale, si è sviluppata seguendo la scia delle opere in costume o tratte da romanzi di grandi scrittori come Luigi Pirandello o Giovanni Boccaccio. Ricordiamo alcuni capolavori come Allonsafàn, Padre Padrone, Kaos, Good morning Babilonia e gli ultimissimi come Cesare deve morire, con il quale vinsero nel 2012 l’Orso d’oro al festival di Berlino e una candidatura agli Oscar, Magnifico Boccaccio e Una questione privata tratta dal romanzo omonimo di Beppe Fenoglio. Questa lunga collaborazione dei Taviani, finisce nel 2018 quando muore il più vecchio dei due fratelli, Vittorio.

3. Lana (Larry) e Lilly (Andrew Paul) Wachowski

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Nati Larry e Andrew Paul, i Fratelli Wachowski sono conosciuti essenzialmente per due motivi: il primo, per aver diretto una delle trilogie del cinema più importanti e che hanno fatto scuola sia dal punto di vista registico, stilistico, della sceneggiatura e sia dal punto di vista degli effetti speciali. Matrix, del 1999, è stata una delle novità prima della fine del ventesimo secolo: i due sequel, Matrix Reload (2003) e Matrix Revolution (2003), fanno già parte del ventunesimo secolo e rappresentano l’ascesa della genialità dei Wachowski. Il secondo motivo per conoscere questi due cineasti, è per il loro repentino cambio di sesso partito prima da Larry, ora Lana, e seguito da quello di Andy, ora Lilly. Una stretta relazione che influenza non solo le idee del loro lavoro, ma anche le proprie scelte sessuali e di vita privata. Pochi film, dopo il trittico fantascientifico di Matrix, sono riusciti a superare il suo successo. Degni di nota furono il filosofico e fantascientifico Cloud Atlas del 2012 e Jupiter – Il destino dell’universo del 2015.

 

4. Louis e Auguste Lumière

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Pochi film, e anche solo esperimenti, ma in compenso i creatori e sviluppatori della fortunata macchina del cinema. I Fratelli Lumière, Auguste nato nel 1862 e Louis nel 1864, sono per l’appunto riconosciuti come gli eredi del primo prototipo di proiettore francese e come i primissimi cineasti della storia del cinema. Figli di un fotografo, Auguste e Louis brevettarono la pellicola cinematografica e il mezzo per trascinarla attraverso la camera e il proiettore. Nel 1895 inizia il cinematografo dei Lumière, i quali girarono i loro primi lavori sperimentali come L’Uscita dalle officine Lumière, La colazione di un bimbo e L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, noto per aver terrorizzato i primi increduli spettatori che si aspettavano di veder arrivare un treno vero, non capendo ancora il trucco dello schermo. Sperimentarono anche il primo esempio di cinema comico con il cortometraggio L’innaffiatore innaffiato, e con la presentazione del cinematografo Louis e Auguste vendettero moltissimi apparecchi durante i primi anni del Novecento. Sulla soglia della vecchiaia spostarono il loro interesse sulla fotografia a colori, ritenendo l’invenzione cinematografica un essere senza futuro: unica stronzata della loro carriera.

5. Carlo ed Enrico Vanzina

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Figli del grande STENO (Stefano Vanzina), Carlo si è dato alla regia mentre il fratello Enrico lo ha affiancato al soggetto e alla sceneggiatura. Una società familiare che comincia all’incirca nella metà degli anni settanta con Luna di miele in tre. Molti li hanno criticati per i loro film di serie B, per il linguaggio rozzo e le storie trite e ritrite, eppure i Vanzina hanno formato una coppia affiatatissima di cineasti, sceneggiatori e autori di cult che, lo si voglia o no, rimangono nel nostro immaginario: Eccezzziunale… Veramente, Sapore di mare, Vacanze di Natale, I mitici – Colpo gobbo a Milano, S.P.Q.R – 2000 e 1/5 anni fa, A spasso nel tempo, Ex – Amici come prima. L’8 luglio 2018 Carlo è morto all’età di 67 anni a causa di un melanoma.

6. Antonio e Pupi Avati

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Uno si occupa della regia, Pupi, l’altro, Antonio, ha prodotto tutti i suoi film, da Balsamus – L’uomo di Satana, fino all’ultimo intitolato Un ragazzo d’oro del 2014. Una collaborazione che continua da cinquant’anni fra piccoli film e successi grandiosi che risollevano il nostro cinema italiano.

7. Marco e Antonio Manetti

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Registi di opere underground italiane come L’arrivo di Wang, Song’e Napule e il successo di Ammore e Malavita del 2017: una commedia musicale sulla malavita e sulla malavita napoletana. I Manetti Bros iniziarono la loro gavetta attraverso le serie televisive come Rex, L’ispettore Coliandro e Crimini.

Menzioni onorevoli

Age e Scarpelli

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Benvenuti e De Bernardi 

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Castellano e Pipolo

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David Zucker, Jerry Zucker e Jim Abrahams

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Damiano e Fabio D’Innocenzo

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