Bohemian Rapsody – Come recuperare decenni di emozioni al cinema

di Ettore Arcangeli

Quanti di voi sono andati al cinema per vedere Bohemian Rapsody aspettandosi una biografia di Freddie Mercury?
Quanti di voi sono andati al cinema per cantare, divertirsi ed emozionarsi?

Ecco. Queste due domande dividono il mondo in due tipi di persone: i delusi e gli entusiasti. Ma dalla vita.

Il film di Bryan Singer non è un documentario sui Queen o Mercury. È un meraviglioso film che permette anche a chi, troppo giovane, di rivivere la maestosa carriera di uno dei gruppi musicali che hanno fatto la storia. Con un film del genere, capace di trascinarti e farti cantare in una sala cinematografica -provate  a farlo durante un altro film e vi ammazzano- insieme a tutto il resto del pubblico, non c’è storia. È questo l’intrattenimento che vale il prezzo del biglietto.

Perché voler passare la serata a scoprire quello che hanno fatto per filo e per segno i Queen quando puoi provare quello che hanno provato loro o quello che hanno provato i loro fan durante i loro stupendi, energici e mirabolanti concerti?
Perché limitarsi alla sola sfera del reale quando ci si può immergere in una rappresentazione epica della vita?

Tutti sappiamo che la vita non è epica. Anche le rockstar vanno al bagno, fanno la fila per i documenti, devono firmare carte e sbattersi con la burocrazia. Se si volesse veramente sapere con precisione, per interesse scientifico o solamente per morbosa curiosità, le fasi della vita di un personaggio famoso, guardare un film al cinema non ha senso.
Guardatevi un documentario della BBC o passate in libreria e comprate un saggio su di loro (non una biografia romanzata però che sennò siamo daccapo!).

Vi ricordate di The Imitation Game? Il film su Alan Turing, interpretato da Benedict Cumberbatch, ci ha fatto ricordare di un personaggio storico importantissimo che era caduto nell’oblio a causa della sua omosessualità.

Personalmente non mi interessa sapere se quanto raccontato nel film sia vero al 100%. Non è importante. È importante come Alan si sente ad essere così incompreso da tutti. È importante la sua testardaggine. È importante la sua propensione a fare irritare gli altri. Questo è importante. Non sapere che paio di scarpe indossava il primo settembre del ’39.

E lo stesso vale per il film di cui sopra.
Rami Malek ha straordinariamente interpretato Freddie. Le musiche sono -ovviamente- fantastiche. Il ritmo è strepitoso. E io troppo entusiasta. Ma non posso farci niente.

Unica nota negativa: niente Innuendo.
Rimediamo.

4 pensieri su “Bohemian Rapsody – Come recuperare decenni di emozioni al cinema

    1. Mi incuriosiscono pure gli altri film che nomini, ma purtroppo questo è un periodaccio. Bohemian Rapsody è stato l’ultimo film che ho visto al cinema e mi sto perdendo un sacco di begli appuntamenti!

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      1. Tra gli appuntamenti che non dovresti assolutamente perdere c’è quello con City of Lies. A renderlo così riuscito non è tanto la storia (comunque bella), quanto piuttosto i personaggi: i 2 protagonisti (interpretati da Johnny Depp e Forest Whitaker) esprimono una grandezza morale che ti lascia a bocca aperta, sono degli Eroi nel senso più alto del termine. Un tempo tutti i film avevano dei protagonisti così; oggi invece sono diventati più rari di una pioggia di rane, e quindi film come questo sono un autentico toccasana. Grazie per la risposta! 🙂

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