di Ettore Arcangeli

Un vecchio signore toscano non può fare a meno di Marina, la sua badante ucraina. Marina, invece, non può a fare a meno della sua bambina, ma in quella casa non può esserci posto per un’altra persona. L’anziano non vuole bambini in giro per casa. Il categorico imperativo costringe però Marina a lasciare la sua occupazione e quella casa. Il vecchio è così, improvvisamente, solo.

Disperato, si metterà in viaggio sulla sua vecchia auto verso l’Ucraina, quel lontano est che dà il titolo al corto. Far East, infatti, è uno dei corti selezionati per il concorso internazionale all’interno del Festival del Cinema Città di Spello.

Il lavoro di Cristina Puccinelli affronta un tema molto attuale: quello della cura degli anziani. Sono sempre più le persone che affrontano in solitaria gli ultimi anni della propria esistenza. A volte, l’unica compagnia è quella della o del badante. Così capita al vecchio protagonista del corto, il quale è rimasto solo dopo la morte della moglie. Marina è la sua unica compagnia, e quando sparisce, nonostante pensi inizialmente di riuscire ad affrontare con le proprie forze le sfide della vita quotidiana, si rende conto dell’importanza di lei nella sua vita. Marina se ne è andata per poter vivere con la propria figlia, ospite indesiderato nella casa dell’anziano protagonista. L’assenza della badante spinge l’uomo verso l’Ucraina, alla ricerca della figlia di lei. Se la riporterà a casa, anche Marina tornerà.
Ci si accorge dell’importanza delle persone, e delle loro necessità, solamente quando queste creano un vuoto nella nostra vita. Metterci una pezza in seguito non è detto che sarà facile. Anzi. Il viaggio del protagonista alla ricerca dell’affetto e della cura perduta gli insegnerà, però, anche a dare, e non solo a ricevere, le cure necessarie.

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