Un vecchio signore toscano non può fare a meno di Marina, la sua badante ucraina. Marina, invece, non può a fare a meno della sua bambina, ma in quella casa non può esserci posto per un’altra persona. L’anziano non vuole bambini in giro per casa. Il categorico imperativo costringe perciò Marina a lasciare la sua occupazione e quella casa. Il vecchio è così, improvvisamente, solo. Disperato, si metterà in viaggio attraverso l’Europa orientale sulla sua vecchia auto verso l’Ucraina. Far East, infatti, è uno dei corti selezionati per il concorso internazionale all’interno del Festival del Cinema Città di Spello del 2019.

Il lavoro della regista toscana Cristina Puccinelli affronta un tema molto attuale: quello della cura degli anziani. Sono sempre più le persone che infatti affrontano in solitaria gli ultimi anni della propria esistenza. A volte, l’unica compagnia è quella della o del badante. Così capita anche al vecchio protagonista del corto, il quale è rimasto solo dopo la morte della moglie. Marina è la sua unica compagnia, e quando questa sparisce, nonostante pensi inizialmente di riuscire ad affrontare con le proprie forze le sfide della vita quotidiana, si rende conto dell’importanza di lei nella sua vita. Marina se ne è andata per poter vivere con la propria figlia, ospite indesiderato nella casa dell’anziano protagonista. L’assenza della badante spinge l’uomo verso l’Ucraina, il far east del titolo, alla ricerca della figlia di lei. Se la riporterà a casa, anche Marina tornerà.

Ci si accorge dell’importanza delle persone, e delle loro necessità, solamente quando queste creano un vuoto nella nostra vita. Metterci una pezza in seguito non è detto che sarà facile. Anzi. Il viaggio del protagonista alla ricerca dell’affetto e della cura perduta gli insegnerà, però, anche a dare, e non solo a ricevere, le cure necessarie. Un insegnamento utile a tutte le età.

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