Malatesta Short – Differenza

di IreneB

Differenza è un cortometraggio prodotto da Ali Asadollahi in Iran nel 2018, proiettato il 26 marzo al MalatestaShort Film Festival di Cesena. Con una durata di 14,12 minuti racconta la storia di Farid.

Nel suo salotto sono presenti due amici che scherzano nascondendo palline di carta nel pugno della mano e giocano a indovinare dove sono nascoste, come i bambini. Uno dei due dichiara di essere preoccupato per Farid e per il suo temperamento sempre più abbattuto, l’altro gli risponde che Farid non esiste ed è ora di accettarlo, come dice il dottore, non bisogna credere che sia reale solo perché lo si vede, soprattutto se i tuoi cari affermano di non vederlo. La conversazione diviene un litigio e il secondo personaggio lascia l’abitazione, sconsolato per l’impossibilità di convincere l’amico. Questi, a sua volta, confessa a Farid di essere preoccupato per il ragazzo che è appena andato via, il quale sostiene cose prive di senso, ripetendo solo ciò che il suo terapista gli dice. Farid prende il telefono per chiedere aiuto a un amico, raccontandogli che i due uomini, frutto delle sue visioni, stavano discutendo l’uno con l’altro, impedendogli di tranquillizzarsi.

Quando la telecamera si sposta ad inquadrare l’amico dall’altra parte del cellulare diretto verso casa di Farid per fornirgli aiuto, mostra questi scontrarsi accidentalmente con uno dei due personaggi iniziali. Lo spettatore immediatamente si domanda chi sia reale e chi no, è Farid che immagina tutto? Il significato del cortometraggio va molto al di là di questo, il tema non è la malattia mentale o le allucinazioni visive; la storia è una metafora sociale. Da un lato c’è la mania delle persone, soprattutto di quelle più vicine, di sentirsi capaci, o in dovere, di dire la loro sulla vita di Farid, di dire a Farid cosa fare e cosa no, in cosa credere e in cosa no. Dall’altro c’è la società che gli impone di essere uguale agli altri, di vedere solo quello che gli altri vedono, pena la depressione. E, da qui, il titolo Differenza che porta a riflettere sul fatto che in realtà ognuno è diverso; ogni persona ha una visione propria del mondo e non è possibile capire quale sia quella giusta come nel cortometraggio non si comprende chi sia reale e chi no.

Nella prima scena i personaggi nascondono la carta dentro ai pugni e, nell’ultimo turno del gioco, uno dei due nasconde una pallina in ogni mano e afferma “possono trovarsi in tutte e due le mani e… ” “non solo!” aggiunge mostrando una terza tenuta sulla lingua. Questo episodio iniziale è la chiave di lettura di tutto il film; ci è stato insegnato che si gioca con un solo oggetto in una sola mano, ma possono esserci più oggetti e più nascondigli. Noi giochiamo la partita, noi dobbiamo scegliere chi è reale e chi no.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *