Il campione – Non si gioca per la Roma senza maturità

Christian Ferro è un giovane talento della Roma, capace di stupire in campo per le sue prodezze da trequartista tanto quanto di deludere al di fuori per le sue cazzate da ragazzino. Il presidente, stufo delle continua mancanza di disciplina, soprattutto quando inizia a farsi sentire anche in campo, lo obbliga a terminare gli studi e a prendere la maturità. Sarà compito di Valerio, ex-professore di liceo dal passato misterioso, a dover seguire il giovane campione nei suoi studi.

Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano ne Il campione

È questa l’introduzione de Il Campione, il film d’esordio alla regia di Leonardo D’Agostini, con Andrea Carpenzano nei panni del giovane calciatore e Stefano Accorsi nel ruolo del professore Valerio.  Il mondo in cui questo professore d’altri tempi si immerge è quello del calcio professionistico di oggi, dove a contare, oltre alla tecnica, c’è l’immagine pubblica del calciatore.

D’Agostini infatti, grazie alla leggerezza della commedia, riesce a descrivere il calcio dello show business, dove gli sponsor e le pubblicità contano più dell’allenamento. Per i calciofili più sfegatati non sarà difficile cogliere le varie citazioni ai calciatori reali disseminate qua e là: il codino alla Ibrahimovic, la voglia di studiare di Donnarumma, il maialino da compagnia come Balotelli e l’attenzione alla guida di Arturo Vidal. Riferimenti simpatici alla realtà calcistica fuori-campo che danno all’intero film un taglio leggermente satirico.

L’aspetto più interessante della storia è però l’evoluzione del personaggio Christian, il quale, aiutato da Valerio, non solo studia per superare settimana dopo settimana gli esame necessari per arrivare alla maturità, ma affronta anche un percorso di maturazione personale. Christian è infatti un giovane fortunato, che a nemmeno vent’anni si è ritrovato con un ingaggio da svariati milioni di euro. Ma questa ricchezza smodata lo fa vivere in un mondo illusorio, pieno di cose e di amici-parassiti, senza nessun contatto con il mondo reale. Il giovane Christian, e qui si affronta uno dei temi più interessanti della pellicola, nonostante l’agio e il lusso in cui vive, ha i suoi problemi, le sue paure e le sue debolezze. I soldi, banalmente, non fanno la felicità. Aiutano certamente a vivere senza pensieri, ma da soli non possono bastare. Vorremmo tutti essere nella sua situazione, ma rinuncereste davvero ai vostri affetti per qualche zero in più sul conto corrente?

L’intervento deciso di Valerio, il quale non si può permettere di non portare avanti questo suo incarico per motivi economici, aiuta il giovane campione a trovare gli stimoli giusti per mettersi alla prova fuori dal campo. Tra i due, con il passare delle lezioni, nasce un’amicizia particolare, quasi come se fossero padre e figlio. Valerio riesce a formare Christian dal punto di vista scolastico e persino umano.

E alla fine, come in quasi tutti i rapporti umani, è lui stesso ad imparare qualcosa dal suo discepolo.

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