Phaim vive con la sua famiglia, originaria del Bangladesh, a Tor Pignattara, il quartiere più multietnico di Roma. Phaim lavora in un museo e suona in un band di cover bengalesi con i suoi amici. Phaim, nato a Roma e cittadino italiano, vive una vita regolare come quella di tutti i suoi coetanei.
Ci viene introdotto così Phaim, il protagonista di Bangla, film para-autobiografico di Phaim Bhuiyan, classe 95 al suo esordio come regista, attore protaganista e co-sceneggiatore.

L’intreccio trasposto sullo schermo è, come confermato dal regista, di totale finzione, ma battute, situazioni e persino attori sono ispirate se non direttamente colte dalla vita vera. La madre di Phaim nel film, è anche la madre di Phaim fuori dal set. L’effetto non può che essere riuscito quando lo spettatore si sente trasportato proprio lì, tra quei palazzoni di Tor Pignattara dove la convivenza tra bangla, hipster e vecchi si fa sempre più difficile.

La vita di Phaim si complica quando inizia a frequentare una ragazza esterna alla comunità bengalese, Asia. Nonostante tra i due sembra esserci da subito del tenero Phaim è bloccato dai precetti religiosi spiegatigli dal suo imam. Un mussulmano deve aspettare di sposarsi prima di avere qualsiasi tipo di contatto sessuale con una donna. Persino un bacio è off limits.

Il trailer di Bangla

La storia tra Asia e Phaim va avanti però, nonostante le incomprensioni e le difficoltà. Fino a quando la ragazza scopre di non esistere per la famiglia del suo ragazzo. Phaim ha paura della reazione dei suoi genitori nel caso scoprissero questa relazione.

Bangla ci porta dritti dentro una realtà che esiste e che molti cercano di ignorare. I cosiddetti italiani di seconda generazione esistono e vivono in equilibrio tra le tradizioni della famiglia e lo stile di vita della maggioranza dei propri coetanei.

Bangla non è un film di denuncia né un documentario, ma una frizzante commedia che sfrutta questa costante oscillazione tra Oriente e Occidente, tra il Bangladesh e Roma.

Una scena di Bangla, di Phaim Bhuiyan
Phaim Bhuiyan e Carlotta Antonelli

Carlotta Antonelli offre un ottimo contraltare a Phaim nei panni di Asia. Ragazza determinata, vivace e sensibile, è figlia di un musicista-attore e di una donna omosessuale, ormai separati, e non ha paura di vivere la sua sessualità. Attratta da Phaim fin da subito non ne comprende fino in fondo le difficoltà, non per una mancanza di empatia, ma per l’incapacità comunicativa di lui. Il loro rapporto si costruisce di alti e bassi, scanditi dai rimorsi di Phaim per il peccato commesso.

Leggerezza e ironia sono i due ingredienti principali di questa storia, in cui non si può ignorare l’apporto di un energico Pietro Sermonti -nei panni del padre di Asia, capace di regalare al pubblico un personaggio divertente e mai banale.

Se la storia di Asia e Phaim ha un lieto fine come in ogni commedia che si rispetti, non vi resta che scoprirlo!

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