Lifechanger è forse l’horror più romantico che abbiate mai la possibilità di vedere. Scritto e diretto da Justin McConnell, racconta la storia di Drew, un essere costretto a nutrirsi costantemente di nuove identità, delle quali assume non solo le sembianze ma anche i ricordi.

Durante la sua vita, fatta di continui e improvvisi cambiamenti, Drew, prendendo possesso del corpo di Richard, si è innamorato di Julia, donna impossibile da dimenticare. Julia è stata il suo grande e unico amore, e dopo averla dovuta lasciare a causa della sua condizione ha sempre cercato di avvicinarla. Così, nel tempo le si ripresenta davanti, sempre nello stesso bar, una volta come un detective di polizia, una volta come un uomo in fuga dalla famiglia e una volta come una giovane ragazza in cerca di divertimento. Ma Drew vuole solamente avere la possibilità di amarla nuovamente.

La realtà della sua condizione è però drammatica. Drew, sempre più spesso, deve trovare un nuovo ricambio per se stesso. Ne acquisisce l’identità, la forma e la memoria, e ne lascia il cadavere, prosciugato, a terra. È così costretto a sbarazzarsi dei corpi, con tutti i rischi che una simile necessità comporta. Anche a distanza di tempo.

Lifechanger, di Justin McConnell

Lifechanger ha un ritmo scandito e coinvolgente. Si stabilisce una forte relazione empatica tra lo spettatore e Drew, costretto a prendersi la vita di quelle persone per non perdere la sua. Non si è spaventati dalle sue azioni, ma quasi se ne prova compassione. Ogni volta che Drew sfrutta un’altra persona, la sua identità si fa sempre più complessa e le difficoltà si sommano. L’unica cosa che conta è però l’amore per Julia, che lo fa andare avanti. È l’unica cosa che gli da la forza di tentare di sopravvivere: l’amore.

McConnell scrive un horror in cui il mostro è un personaggio -nei limiti della finzione cinematografica ovviamente- positivo. Non-umano, sfrutta la specie umana per persistere nella sua esistenza, riempiendosi comunque la coscienza di rimorsi. È guidato dall’amore e non dall’odio, o da una cieca malvagità.

La sua struggente parabola non può lasciare indifferenti, soprattutto grazie allo stile con la quale questa è raccontata. Il film prosegue, infatti, senza intoppi dall’inizio alla fine, senza lasciare alcun dubbio allo spettatore.

Drew è solamente uno dei tanti esseri in cerca di quell’amore capace di dare un senso alla sua insoddisfacente vita. La specialità della sua condizione fisica si accompagna alla triste banalità della sua condizione emotiva.

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