Riprendiamo la rassegna dedicata al genio Hitchcock e ai suoi capolavori, continuando sulla strada di quel successo che un film come Psycho gli aveva giustamente restituito.
The Birds, o Gli Uccelli come è noto in Italia, segna un punto in più per quel magnifico creatore di immaginazione e genialità artistica qual’era Alfred Hitchcock. Il successo di Psycho non lo blocca. Nel 1960 tutti, compresi i produttori, possono fidarsi di più e lui ha senza alcun dubbio molta più libertà e potere, tanto da scegliere i grande libertà qualsiasi soggetto completamente nuovo.

Tratto dal romanzo omonimo di Daphne du Maurier, The Birds non è un unico, semplice e ben agghindato film giallo, come quelli che in passato aveva girato e che gli avevano dato il successo che cercava. Hitch sa che i tempi cambiano in fretta e così dà al pubblico qualcosa di nuovo. Qualcosa di totalmente stravolgente che nessuno mai aveva visto prima di quel 1963, anno di uscita dell’opera nelle sale cinematografiche.

The Birds, Alfred Hitchcock
Gli Uccelli (The Birds), di Alfred Hitchcock

La giovane e ricca Melania Daniels (Tippy Hedren) entra nel negozio di animali dove spesso compra per pappagalli. Qui, incontra Mitch Brenner (Rod Taylor), un avvocato che ad un processo l’aveva incolpata di guida in stato di ubriachezza e vandalismo. La ragazza non sembra contenta di vederlo, ma subito dopo cambia quando viene a sapere che Brenner era lì anche per comprare un regalo a sua sorella Cathy (Veronica Cartwright).

Melania, decisa a trovare un accordo pacifico con il giovane avvocato, compra due uccelli inseparabili e li porta a casa di Mitch, il quale, nel frattempo, ha lasciato l’appartamento a San Francisco per passare il week-end a Bodega Bay: cittadina natale sulla costa, dove abitano sua madre (Jessica Tandy) e la sorella.

Così Melania lo raggiunge e una volta trovata la casa lascia di nascosto i due uccelli in salotto ma Mitch la vede e la segue, sorpreso e anche felice di vederla e anche felice. Proprio in quel momento, la ragazza viene aggredita da un gabbiano che le provoca un taglio sulla fronte. Quello sarà solo il primo comportamento strano da parte di un uccello che Melania, la famiglia Brenner e tutti gli abitanti di Bodega Bay vedranno in seguito.

Eh sì, perché da quell’episodio, che poteva sembrare un incidente, Melania vedrà la situazione stravolgersi e finire sempre più in tragedia. L’attacco dei gabbiani alla festa, la signora Brenner che trova un uomo con gli occhi mangiati da un uccello, l’assedio alla tavola calda ma soprattutto l’attacco di uno stormo di corvi ad un gruppo di giovani scolari.

È una grande apocalisse dettata dai pennuti e Hitchcock la gira con la maestria di chi sa vedere lontano, anticipando i grandi film sull’estinzione umana e tutte quelle opere di mostri e di sopravvivenza a tutti i costi.

Il borgo tranquillo di Bodega Bay si trasforma nel primo punto da dove parte questa strana apocalisse. Nello stesso momento Hitchcock fa una tagliente e ironica critica sul mondo della ricchezza e soprattutto su quello femminile. Una critica verso la sua stessa protagonista bionda che, a differenza di Psycho, non fa morire, ma ci va comunque molto vicino.

Melania, infatti, dopo aver abbandonato per alcuni secondi Mitch e la sua famiglia, viene attaccata nella soffitta della casa da alcuni uccelli che la sfregiano a tal punto da farla cadere in una specie di trans, dovuto alla paura e alle ferite. Gli unici indenni sono Mitch, la vecchia madre e la sorellina Cathy i quali, portando con sé Melania, salgono in macchina pronti a partire.

La scena finale in cui la piccola vettura lascia Bodega Bay mentre centinaia di uccelli appollaiati stanno a guardare, e intorno solo il loro verso sordo, è una delle sequenze più suggestive e terrificanti del film. A questa si aggiungono anche lo stormo di corvi dinnanzi alla scuola e poi l’esplosione della bomba di benzina.

Da un piccolo e semplice soggetto, Hitchcock ne trae un capolavoro di tensione pura, che è accresciuta dal fatto che bisogna iniziare ad avere paura anche degli uccelli: esseri con i quali l’uomo ha vissuto in relativa armonia per milioni di anni. Hitch invece suppone: e se gli uccelli dovessero ribellarsi? Il film è completamente privo di colonna sonora: solo il verso dei volatili che scandiscono i minuti e le scene.

La fine del mondo!

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