Si è spento il 17 Luglio uno degli autori più importanti e significativi della letteratura italiana contemporanea: Andrea Camilleri.

A un mese esatto dal ricovero, le sue condizioni già critiche, causate da un improvviso arresto cardiaco, si sono aggravate nelle ultime ore, portandolo alla morte.

Le esequie saranno riservate, per volontà di Camilleri stesso e della famiglia, ma verrà reso noto dove portare l’ultimo omaggio.

Andrea Camilleri. Un uomo, un mito. Scrittore, regista, attore teatrale, drammaturgo, insegnante. Un maestro della letteratura che muove i suoi primi passi proprio come regista, addentrandosi successivamente nel mondo della Rai e quindi della televisione, dove all’inizio fu ingiustamente rifiutato, sebbene la vincita di un concorso per funzionari pubblici, perché comunista. Almeno così sostiene l’autore stesso.

Il successo faticherà ad arrivare. Il corso delle cose e La strage dimenticata, sono due esempi di romanzi pubblicati finiti presto nel dimenticatoio. Ma Camilleri non demorde e continua a scrivere,riuscendo lentamente a farsi notare. La forma dell’acqua, primo romanzo in cui appare il commissario Montalbano, e Il birraio di Preston, gli fanno guadagnare un discreto successo.

Poi tutta in discesa.

Apprezzato da autori quali Ungaretti e Quasimodo, che vollero ricevere e pubblicare personalmente alcune poesie del Camilleri, lo scrittore trova ampiamente consensi di critica, sebbene non in modo unanime. Infatti, una piccola parte, accusa lo scrittore di essere pedissequo e ripetitivo nelle sue opere.

Linguaggio peculiare che rende le sue opere uniche e inconfondibili, l’autore adotta un misto di italiano e dialetto siciliano, una vena di verismo che aiuta il lettore a calarsi ancora di più nelle realtà locali sicule senza però scadere in inghippi e difficoltà linguistiche.

I suoi scritti sono conosciuti da tutti. Il commissario Montalbano è entrato almeno una volta nelle case di tutti noi. Andrea Camilleri ha quindi abitato con noi, come un padre o un fratello. Ci è venuto spesso a fare visita, come un amico.

Uomo previdente, o forse semplicemente troppo innamorato del mestiere di scrivere, tanto da non lasciare nulla al caso.

L’autore ha infatti affermato d’aver scritto il finale del Commissario Montalbano anni fa, raccontando di come l’ispirazione sia arrivata così all’improvviso e di come non poteva farsi sfuggire quest’occasione, dichiarando:

«Ho scritto la fine dieci anni fa… ho trovato la soluzione che mi piaceva e l’ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l’Alzheimer. Ecco, temendo l’Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell’editore… È semplicemente conservato in un cassetto.»

Andrea Camilleri si è spento all’età di 93 anni ma il suo spirito continuerà a vivere per sempre, anche grazie a suo figlio che verrà ancora a bussare alle porte di noi italiani, durante le tranquille sere invernali, annunciandosi con un “Montalbano sono”.

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