Liliana Cavani è stata ed è tuttora una delle più iconiche e controverse registe che il panorama cinematografico italiano abbia mai avuto. Dai primissimi film di denuncia e politicamente impegnati si è fatta strada verso una tipologia di cinema sempre più personale ma capace di smuovere il pubblico più ampio.

Avvalsasi di attori sia italiani sia internazionali nel corso della sua carriera, che va dal lontano 1966 fino ad oggi, la Cavani si è imbattuta nei più disparati generi e ambiti politici e storici che poi ha riportato secondo la sua ottica nei suoi film. Film che, come abbiamo detto, in maniera incisiva, tagliente e poco ironica hanno raccontato anedotti, racconti, fasi della nostra storia con l’inconfondibile tocco di chi scrive romanzi e opere che fanno parte della nostra cultura. E per nostra s’intende anche quella che va oltre i confini peninsulari.

Nel genere storico e biografico la regista italiana inizia il suo lavoro con opere come Francesco d’Assisi del 1966 o Galileo del 1968 con Cyril Cusack nel ruolo del noto astronomo. Tornerà sul personaggio del poverello d’Assisi nel altre due volte: una volta nel 1989 con Francesco, interpretato per l’occasione da Mickey Rourke, e un’altra volta nello sceneggiato televisivo del 2014.

Ma di grande spessore restano opere semibiografiche o di pura finzione come La Pelle, Milarepa, Al di là del bene e del male, tratto dallo scritto omonimo di Friedrich Nietzsche, e Il gioco di Ripley, film con il quale si riconferma come regista di spessore e ancora sulla cresta dell’onda.

Perciò, sapere che sarà ospite della XVII edizione del Ravenna Nightmare Film Festival, festival di cinema dell’orrore che si tiene quest’anno nella città romagnola dal 30 ottobre al 3 novembre, è un piacere enorme, non solo perché ammiro le sue opere ma anche perché nel lontano 2014 ebbi l’opportunità di fare una piccola comparsata in Francesco nei panni di un cittadino che assieme ad altri inveiva contro San Francesco. Ruolo che, seppur non permettendomi di conoscere personalmente la regista, mi diede l’opportunità di vederla al lavoro: e anche di scagliare qualche soldo e il buon vecchio cestino della pausa pranzo.

Il Portiere di Notte, di Liliana Cavani (1974).
Il Portiere di Notte (1974)

Ritornando al Ravenna Nightmare, in quest’occasione Liliana Cavani avrà modo di ripresentare in versione restaurata, grazie al lavoro svolto dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Cineteca Nazionale, Il portiere di notte. Dramma a sfondo erotico incentrato sulla vicenda di una sopravvissuta ebrea alla Shoah e del suo carnefice. Opera della regista che possiamo definire intramontabile e allo stesso tempo cupa e terrificante. In linea con le tematiche del Festival.

Quindi non fatevi sfuggire la straordinaria opportunità di partecipare a questa manifestazione e accorrete alla proiezione che si terrà sabato 2 novembre 2019 al Palazzo dei Congressi di Ravenna.

Liliana Cavani è ospite del Ravenna Nightmare.

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