“Jesus Christ Is Henry Fonda”

Così raccontava l’attore americano descrivendo la reazione del pubblico che, secondo il regista Sergio Leone, avrebbe dovuto avere nel vederlo la prima volta nei panni di Frank, il cattivo, cinico e spietato pistolero in C’era una volta il West.

Henry Fonda, alias Frank in C’era una volta il West

Sì perché a Henry Fonda non era mai capitato di interpretare la parte dell’antagonista. Con i suoi occhi azzurri e l’espressione pacata, Fonda era da sempre noto per i ruoli fondamentalmente da buono. E questo lo si può notare in numerosissime pellicole come Furore, La parola ai giurati e molte altre.

Questo suo essere freddo ma sereno allo stesso tempo, Alfred Hitchcock lo sapeva bene. Perciò l’attore americano non poteva che recitare in una delle opere più famose dell’inglese Hitch.

The Wrong Man, di Alfred Hitchcock
The Wrong Man, di Alfred Hitchcock

Siamo nel 1956. Hitchcock aveva già girato film di successo come Notorius, L’altro uomo e Io confesso. The Wrong Man, o Il ladro, tuttavia è uno dei primi in cui si smascherano poco alla volta le turbe e le fobie del regista: come lo sbaglio di persona, una colpa ingiusta, l’innocenza che fatica ad essere riconosciuta ma soprattutto la paura di essere messo ai margini della società.

Il musicista squattrinato Emmanuel Manny Balestrero campa di espedienti, come il suonare in locali notturni, per mantenere la famiglia. Un giorno Manny scopre che la moglie ha bisogno di cure dentarie perciò va alla banca a chiedere un prestito per pagare le spese. Improvvisamente, le impiegate vedono nell’uomo la persona che aveva rapinato l’agenzia.

Sebbene sia uno scambio di persona, Manny viene ormai additato come bandito e ladro e subito arrestato. Una volta pagata la cauzione di 7000 dollari da parte del cognato, Manny deve sottoporsi ad un processo ma nel frattempo indaga in giro per scovare il vero colpevole.

Dopo un’odissea infinita per le strade di New York, il colpevole salta finalmente fuori: un certo Daniel, molto simile allo sfortunato protagonista. Quando la storia stia per volgere al termine e in maniera positiva, Rose, la moglie di Manny, che durante il processo aveva iniziato a dare segni di squilibrio, peggiora fino ad entrare in una clinica psichiatrica.

The Wrong Man, di Alfred Hitchcock
The Wrong Man, di Alfred Hitchcock

Fortunatamente, la didascalia alla fine chiude la vicenda affermando che Rose è guarita e vive in Florida con Manny e tutta la famiglia.

Per arrivare ad un finale più roseo, Hitchcock ce ne mette di tempo, facendocene scontare tante. Sì resta sempre sul filo del rasoio e Fonda fa del suo meglio per apparire più disperato possibile. E così come il resto del cast, composto da Vera Miles, Anthony Quayle e Harold J. Stone. Di certo uno dei ruoli più belli di Fonda e della Miles che, da lì in poi, finirà con l’inimicarsi il grande regista, concludendo il suo rapporto di lavoro con lui quattro anni più tardi, con Psycho: opera nella quale Vera Miles recita solo perché era ancora sotto contratto.

Spezzando una lancia in favore dell’attrice, è doveroso aggiungere come la Miles sia stata un’interprete seria e affermata grazie anche ai film fatti con Hitchcock. Grazie soprattutto a questo film, in particolare.

Per il resto, come abbiamo imparato a fare con i film di Hitch, impariamo a capire come lui preferisca sempre iniziare una storia con un lieve tocco di ironia e dolcezza per poi arrivare al dramma e ad un finale palpitante quasi strozzato. È la suspense che genera altra suspense ed è la carta vincente del suo cinema.

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