Se nelle scorse edizioni, per ammissioni degli stessi organizzatori, risultava difficile reperire materiale per la rassegna Umbria in celluloide, per questo Perugia Social Film Festival c’è stato invece l’imbarazzo della scelta.

E questa e già una prima vittoria in quanto il premio Umbria in celluloide ha lo scopo proprio di promuovere e incentivare la produzione cinematografica umbra. Se poi i lavori in concorso sono tutti di ottima qualità, questa è una seconda vittoria.

La regionalità non è un limite, ma la dimensione in cui certe capacità possono crescere per poi assumere dei toni universali.
3 corti e un mediometraggio, quindi, per il secondo giorno del PerSo. Il 6 ottobre è il momento dell’Umbria, dell’Umbria in celluloide.

I film in concorso

La rassegna inizia con la proiezione del corto diretto da Alberto Brizioli, Buona Fortuna. In poco più di 10 minuti vengono stimolate varie riflessioni sul gioco d’azzardo  e su come questo affligga la vita delle persone. Il bianco e nero della fotografia mette in risalto il freddo ambiente urbano di una città che sembra non essere fatta a misura d’uomo,  costretto ormai a rinchiudersi tra i colori e i suoni delle sale slot o delle tabaccherie.

Giacomo Della Rocca scrive e dirige un distopico mediometraggio sul significato della vita. In Corsa a termine l’immortalità ormai raggiunta dai ceti dominanti della società sfuma il significato della vita. La composizione della scena è cruda e elegante. Gli attori, col loro incedere a tratti macchinoso, trascinano lo spettatore in una dimensione disturbante e alienata, dove si perde la distinzione tra reale e irreale.

Il programma delle proiezioni prosegue con il corto scritto da Stefano Ceccarelli e Virginia Palumbo, Fuori Quota. L’autrice ricorda e rielabora il lutto della scomparsa di quella che era la sua migliore amica. Privo di inutili orpelli estetici Fuori Quota ci presenta la realtà dell’assenza e il dolore della perdita. La scelta di non dare spazio a una finzione memorialistica ha inoltre favorito la partecipazione empatica del pubblico con le protagoniste, la stessa autrice e la madre della ragazza scomparsa.

La giornata si è chiusa con la proiezione di un corto dedicato a Norcia e alle zone terremotate nel 2016. Mattia Mariuccini dirige Nel Primo Cerchio, dove raccoglie le delusioni e le disillusioni degli abitanti delle zone colpite dal più potente sisma dal 1980. Alla lentezza della politica e della burocrazia rispondono però gli abitanti che resistono e fanno rete pur di non far morire i loro borghi natii. Tra mitologia e nazionalpopolare il racconto di questa resistenza lascia l’amaro in bocca, in attesa purtroppo del prossimo sisma, divenuto ormai un rito di passaggio generazionale.

In poche ore l’Umbria è diventata protagonista di tante storie, e da burbera regione di monti e boschi, si è aperta mostrando tutta la ricchezza umana ed emotiva dei suoi abitanti.

L’Umbria in celluloide è proprio bula!

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