Il celebre scrittore Fabrizio Caramagna ha detto: “Il clown ha i pantaloni al collo come fosse una sciarpa, trucco colato fino sulle scarpe e una malinconia che avvolge la felicità.”
Queste parole descrivono molto fedelmente la personalità del protagonista del film Arthur Fleck (Joaquin Phoenix), un vero e proprio emarginato che ha come sogno quello di diventare un attore comico di successo: egli è affetto da vari disturbi mentali tra cui quello di scoppiare a ridere improvvisamente senza un apparente motivo. Arthur è infatti un vero e proprio ossimoro vivente in quanto pur essendo sempre triste si trova costretto suo malgrado a sorridere.

Joker, di Todd Phillips. Con Joaquin Phoenix.
Joaquin Phoenix è Arthur Fleck.

Dimenticatevi del Joker caricaturale ed esilarante di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton e anche di quello dark e tormentato del compianto Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. Lo spin-off diretto da Todd Phillips si discosta notevolmente dai suoi predecessori e narra le vicissitudini di uno dei villain più famosi della DC Comics in modo atipico senza ricorrere ad effetti speciali o a combattimenti vari. Il film, vincitore del Leone d’Oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è una vera e propria escalation della follia di un uomo che viene rifiutato da tutti, persino dalla società stessa in cui vive. Phillips è molto abile nello scandagliare l’animo umano di Arthur/Joker, un uomo che dopo aver assistito pedissequamente allo squallore della propria esistenza cercherà un riscatto.

Phoenix si supera e dà vita ad un personaggio ipnotico, disturbato, infantile, dolce e spiazzante che non uscirà molto facilmente dalla testa dello spettatore. Le scene in cui Arthur danza e quelle in cui “ride” rimarranno indubbiamente nell’immaginario collettivo di milioni di persone.

Non è un caso che nel cast della seguente opera sia presente anche Robert De Niro nei panni di un comico televisivo di grande successo molto amato da Arthur, in quanto Joker omaggia in parte gli scorsesiani Re per una notte e Taxi Driver che guarda caso avevano come protagonista proprio lo stesso De Niro. Il regista di Una notte da leoni inoltre cita Charlie Chaplin con una sequenza in cui Fleck è al cinema a vedere Tempi moderni. Il direttore della fotografia Lawrence Sher si è ispirato proprio al “cinema muto” riuscendo a raccontare il personaggio senza dipendere dai dialoghi. A tal proposito Phillips ha dichiarato che se il film fosse guardato in silenzio avrebbe lo stesso impatto emotivo in quanto Phoenix, nell’interpretare il personaggio di Joker, ha svolto un notevole lavoro di sottrazione riuscendo a renderlo parossistico con la sola espressione del volto.

Joker, di Todd Phillips.
Joaquin Phoenix è Joker.

La colonna sonora, vera e propria coprotagonista all’interno della pellicola, è fortemente evocativa e spazia meravigliosamente da un genere all’altro recuperando alcuni tra i brani più noti della grande musica americana come That’s life, Send in the clowns, Slap that Bass, e White Room tra i tanti; interpretati da dei mostri sacri della musica come Frank Sinatra, Fred Astaire e i Cream.

In definitiva siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro che ci fa riflettere sul fatto che la vita può essere considerata sia una commedia che una tragedia; dipende da che punto di vista la si guarda.
Vi auguro dunque buona visione ponendovi il seguente quesito: “Siamo tutti Joker?”

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