Ha avuto inizio il 21 ottobre, alle 8:30, il festival cinematografico per ragazzi Visioni Fantastiche di Ravenna con il Concorso Internazionale Cortometraggi 6+

Durante l’evento sono stati proiettati 9 film pensati per un pubblico dai sei anni in sù. In sala, i bambini presenti sono stati invitati a riflettere sui cortometraggi proiettati e a valutarli in base alla storia e alla bellezza. I bambini sono stati accompagnati in un percorso volto a comprendere che cosa sia un cortometraggio e quali tecniche di comunicazione usa, con particolare riguardo per l’animazione. I bambini sono stati partecipi ed entusiasti e hanno arricchito la visione con molte domande e curiosità. 

Per quanto riguarda le opere presentate la scelta di Visioni Fantastiche è stata quella di iniziare con Valentine di Mattia Francesco Laviosa, Italia, 5 minuti. Un’animazione a disegni realizzata con estrema cura e con la semplicità che userebbe proprio un bambino. La storia è emozionante: quella che sembra essere una bambina spensierata che gioca in riva al mare si rivela in realtà un’anziana signora scappata da una casa di riposo. Il tema è trattato con estrema tenerezza e la scoperta da parte del pubblico della vera identità della bimba fa riflettere, i bambini e gli adulti presenti in sala, sull’importanza di non lasciare soli i nostri anziani e di non dimenticare che, anche se deboli, hanno ancora il desiderio e il bisogno di sentirsi vivi. 

Concorso Internazionale Cortometraggi 6+ Visioni Fantastiche
Valentine, di Mattia Francesco Laviosa

Altri temi toccati tra le varie proiezioni scelte per la mattinata sono stati per esempio il rapporto genitori-figli, trattato con grande graziA nel film The Fox and the birds di Fred e Sam Guillaume, Svizzera, 12 minuti. L’opera ha suscitato molte domande da parte del giovanissimo pubblico presente. 

Meno azzeccato per uno spettatore di prima elementare è stato Mice a small story di Jade Baillargeault, Francia, 4 minuti. Un cortometraggio che, attraverso una guerra tra topi, parla della naturale tendenza umana a lasciarsi corrompere dal potere. Per un oggetto apparentemente privo di valore, i piccoli topini combattono l’uno contro l’altro fino alla morte. Evidenti sono anche i rimandi al cristianesimo e la guerra insensata che viene messa in scena diventa, oltre che una guerra di potere, anche una guerra di religione. Un potere più grande sembra dominare la partita dall’alto, favorendo lo scontro fratricida. Il tutto è contornato da frequenti richiami al Signore degli Anelli che offrono una seconda interpretazione dell’opera che, dunque, non dovrebbe essere letta come una critica sociale contro l’inutilità della guerra ma piuttosto come un creativo e rapido remake del Signore degli anelli. In ogni caso, difficile da capire per uno spettatore bambino.

Concorso Internazionale Cortometraggi 6+ Visioni Fantastiche
Mice a small story di Jade Baillargeault

La maggior parte dei cortometraggi proiettati sono state opere animate realizzate con diverse tecniche, dall’ormai comune disegno 3D, al disegno fatto a mano: linguaggi sicuramente più familiari ai bambini di oggi; ad altre tecniche decisamente meno commerciali quali la cutout della quale è stato fornito esempio attraverso la proiezione di Bythos di Maria Noemi Grandi e Denis Ripamonti, Italia, 5 minuti o la tecnica del graffito del cortometraggio Kantentanz di Elisabeth Jakobi e Camille Geibler, Germania, 8 minuti. Mentre l’unico cortometraggio della mattinata a non essere d’animazione è stato Da lassù di Teresa Paoli, Italia, 12 minuti. 

Non tutte le tecniche sono state apprezzate o comprese dai bambini in sala ma lo scopo di Visioni Fantastiche è proprio quello di alfabetizzare il pubblico di domani, avvicinarlo al mondo cinematografico a 360°, fornedo gli strumenti per analizzare opere di tutti i generi, per evitare di limitarsi a guardare solamente i film più famosi e poter andare oltre: imparare a decidere cosa guardare senza lasciare che sia il mercato a decidere.

Concorso Internazionale Cortometraggi 6+ Visioni Fantastiche
Kantentanz di Elisabeth Jakobi e Camille Geibler

A questo proposito è stato proiettato Kantentanz. Descritto, dopo la visione, come una di quelle opere basate sulle emozioni suscitate e non sulla storia. Disegni colorati che esplodono su uno sfondo nero. Un mare, un cielo. La vita, la morte, l’anima. Un sogno confuso, in continuo movimento, che sembra parlare dell’impossibilità di comprendere la vita stessa. Uno spirito creativo che plasma e distrugge. Una vera e propria visione fantastica.


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