Per la categoria Concorso lungometraggi 6+ il festival Visioni Fantastiche ha deciso di trasmettere il film Jim Button and the Engine Driver di Dennis Gansel. L’opera, tratta dall’omonimo romanzo di Michael Ende, racconta l’avventura di due insoliti protagonisti.

La locandina del film di Dennis Gansel

Jim è un bambino arrivato per posta a Morrowland, un’isola galleggiante dove risiedono solo 4 persone tra cui Luke, il macchinista. Quest’ultimo, a causa di un piccolo litigio con il re dell’isola, decide di salpare verso l’avventura, Jim lo convince di portarlo con sé, sperando di poter scoprire le proprie origini. 

Affrontando una tempesta i due personaggi naufragano nel paese dei Mandala, un luogo dove vivono persone di tutte le grandezze. Qui, scoprono che la figlia del re, la principessa Li-si è stata rapita e decidono di offrirsi per andare a liberarla.

Due insoliti nobili cavalieri alla ricerca di una principessa tenuta prigioniera; la trama ricorda vagamente il famoso Shrek ma, non per questo, è da ritenersi un’opera scarsamente originale. Anzi, l’avventura di Jim Button e Luke si sviluppa in situazioni davvero stravaganti e curiose. 

Per esempio, il mezzo di trasporto che i due utilizzano è Emma, la locomotiva di Luke. Essa è in grado, non solo di procedere al di fuori dei binari come se fosse un automobile, ma addirittura di trasformarsi in una sorta di nave. Emma viene rappresentata come un vero e proprio personaggio che contribuisce alla buona riuscita dell’azione. 

Il paese dei Mandala è un secondo elemento di particolare originalità, un luogo che ricorda la Cina, estremamente geometrico e colorato, come un Mandala appunto, dove le persone vivono in pace e fedelmente obbedienti al loro imperatore. Inizialmente vi erano due specie, gli esseri umani normali e altri piccoli come un dito, dalla loro unione nacquero poi persone di tutte le taglie.

Di personaggi stravaganti l’opera ne è piena; durante il loro viaggio Luke e Jim incontrano un finto gigante, cioè una persona che da lontano sembra un gigante ma in realtà non lo è, che li aiuta a ritrovare la strada giusta. O il mezzo drago che fornisce loro le indicazioni su come entrare nella città dei draghi.

Sono un mezzo drago perché mia madre era un ippopotamo e mio padre molto miope.

L’opera è divertente e la storia accattivante. Nella città dei draghi Luke e Jim trovano la principessa, tenuta prigioniera insieme ad altri bambini sottratti ai propri genitori. Con astuzia i due protagonisti riescono a liberarli e a riportarli al paese dei Mandala, portando con sé anche il drago che li deteneva, dopo averlo catturato.

Il drago ringrazia Jim per averlo sconfitto perché nessuno può essere felice finché è malvagio e i draghi smettono di essere malvagi solo quando vengono sconfitti e, in quel momento, hanno l’opportunità di addormentarsi per un lungo anno al termine del quale si trasformano nel drago d’oro della saggezza. L’originalità di Jim Button and the Engine Driver, si mescola alle credenze orientali. La cultura asiatica emerge più volte, sia in relazione ai draghi ma anche al cibo e nei costumi dei Mandala, e si mescola con la lingua tedesca con cui è girata l’opera: un connubio interessante. 

Per quanto riguarda i due protagonisti: un uomo grande e grosso con l’aspetto di un marinaio più che di un macchinista, e un bambino di colore che sembra tutto, tranne il figlio; sono un’ottima coppia: riescono a salvare la principessa, oltre che con l’aiuto di numerosi personaggi aiutanti, attraverso escamotage davvero intelligenti e, come in un romanzo di formazione, il loro carattere evolve e la loro amicizia si potenzia. 

Al termine dell’opera di Gansel viene ristabilita la situazione di equilibrio iniziale ma molte cose sono cambiate, la più importante: Jim ha scoperto chi è durante il viaggio e non ha più bisogno di conoscere il suo passato, la sua vita è a Morrowland con le persone che lo hanno cresciuto.

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