Sin Fin è il primo lungometraggio dei fratelli Cesar e Jose Esteban Alenda, figli del produttore e distributore Jose Esteban Alenda.

Narra la storia di Javier, un ragazzo geniale che studia come viaggiare nel tempo e Maria, una ragazza spensierata che sogna di fare l’attrice. L’opera inizia in medias res: Maria e Javier stanno insieme da tanti anni ma non si amano più. Javier pensa solo al suo lavoro e Maria soffre di depressione. Tutto cambia quando Javier sessantenne trova il modo per viaggiare nel tempo e torna dal Javier di due giorni dopo il presente, Maria si è suicidata. I due tornano al presente per cercare di evitarlo.

Maria, ignara di avere davanti una copia futura del compagno, accetta di andare con lui al mare, come avevano fatto da giovani, dopo essersi appena conosciuti. Ripercorrono lo stesso tragitto a distanza di anni, prendendo gli stessi autobus e comprando le stesse patatine in autogrill e il film si snoda su due assi temporali differenti: quello presente e quello della gioventù, in un grande ed emozionante flashback. 

Sin Fin
Sin Fin, presentato a Visioni Fantastiche

La recitazione è di grande livello, i due protagonisti sono interpretati sempre dagli stessi due attori, sia quando appaiono da giovani che quando appaiono da adulti. Gli attori sono abili a passare da un ruolo all’altro, in particolare Maria, il cui carattere cambia radicalmente da una scena alla successiva. 

Anche la sceneggiatura è curata e ben studiata e gioca con l’introduzione di altri due personaggi: Nina e Trigo, i protagonisti del dramma che Maria deve interpretare nel suo prossimo ingaggio. 

L’opera è di genere drammatico e allo stesso tempo romantica; la bellezza della trama e la dolcezza dei dialoghi genera grande emozione e strappa qualche lacrima al pubblico più sensibile. 

Sin Fin dei fratelli Alenda
Sin Fin, presentato a Visioni Fantastiche

É un inno all’amore che salva dalla morte. Maria afferma di aver interpretato anche Giulietta, oltre che Nina, però in questa storia Maria non muore per amore come una Capuleti e non vive sola e insoddisfatta come Nina. Nella sua storia Maria viene salvata da Javier che dedica la sua vita a scoprire come viaggiare nel tempo e ci riesce, solo per salvarla. Il cerchio si chiude e l’orologio che Maria porta al collo, ma che si è sempre dimenticata di ricaricare, torna a girare.

L’opera gioca sul senso del duplice: c’è una doppia coppia, quella del presente e quella del passato e un doppio viaggio, quello nel tempo e quello nello spazio. Ma c’è un’unica soluzione, un unico motore che muove la scena: l’amore.

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