Lasciamoci da parte tutta la polemica sulla limitata distribuzione nelle sale italiane per parlare di qualcosa di fattuale: The Irishman è probabilmente uno dei migliori film di questa stagione cinematografica. Se non già un classico.

Martin Scorsese dirige una storia così trascinante che le 3 ore e mezza di proiezione sono filate via nella maniera più indolore possibile. Il gangster movie rivive nel racconto della storia del sicario Frank The Irishman Sheeran, interpretato da un monumentale Robert De Niro.

Frank racconta, ormai anziano confinato in una casa di riposo, la sua carriera criminale al fianco della famiglia mafiosa dei Bufalino. Da qualche furto della carne che consegna con il suo camion a preciso sicario che antepone gli ordini del clan anche alla sua vita privata. Frank The Irishman Sheeran diventa così l’unico irlandese a scalare le gerarchie criminali di Philadelphia. 

Franck diventa da subito il prediletto del boss Russel Bufalino, interpretato da Joe Pesci, che lo spinge sempre più in alto nella gerarchia criminale. De Niro e Pesci non sono però da soli. A loro infatti si unisce Al Pacino nelle vesti di un vitale e energico Jimmy Hoffa, presidente del più grande sindacato mai esistito al mondo, quello degli autotrasportatori.

Il cast di cui si serve Scorsese è strepitoso e mette in campo tutta l’esperienza di cinema accumulata negli anni. Robert De Niro è un sicario di ghiaccio quasi incapace di trasmettere qualsiasi emozione all’esterno. La sua freddezza viene però messa a dura prova dal dover dimostrare la sua fedeltà alla famiglia Bufalino.

Joe Pesci recupera in toto le sue origini italiane e le condensa in un personaggio che rientra alla perfezione nei dettami del genere. Russel infatti non è un malavitoso irascibile e violento, ma si avvicina molto di più a un mediatore che cerca di evitare inutili spirali di violenza.

Poi arriva Al Pacino. Il suo Jimmy Hoffa è una potenza. Entra in scena e si prende tutto lo schermo. La sua energia è straripante. In ogni sua battuta traspare la sua determinazione e la sua grinta a rimanere ben saldo alla presidenza del sindacato. Ogni sua battuta è come un comizio, al quale assisti e vorresti poterlo votare.

Con la scelta di un cast del genere Martin Scorsese sì è assicurato una recitazione di altissimo livello, a cui ha dovuto legare una regia altrettanto meritevole. The Irishman è una lunga storia che si protrae senza sosta, con un ritmo serrato e scandito. La sovrapposizione di più  piani temporali non genera nessuna confusione, ma anzi, alleggerisce il carico narrativo della storia. Le tre ore e mezza di film si consumano in un attimo.

Una vera e propria esperienza di cinema.

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