Once Upon A Time In London (2019) è un insolito film di Simon Rumley. Insolito per lui, che dall’horror psicologico si sposta infatti su un gangster movie con molta azione.

Siamo nella Londra del 1936 quando si inizia a raccontare la storia di Jack Spot, gestore di pub e sale da gioco di origine ebraica intenzionato a raggiungere il vertice della mala cittadina. La storia di Jack è inserita in un affresco variegato che ritrae l’humus criminale della capitale britannica nell’arco di tre decenni: dagli anni Trenta agli anni Cinquanta.

L’ascesa di Jack lo porta a diventare il re della malavita. Dalle sale gioco del West End agli ippodromi fuori città Jack estende pestaggio dopo pestaggio il suo dominio, scontrandosi con vecchi boss e nuovi avversari, ambiziosi e intraprendenti.

L’uscita dal carcere di un giovane e dinamico Billy Hill diventa una delle chiavi di volta principali dell’evoluzione della trama. Billy si avvicina da subito a Jack per poter crescere sotto le sue ali, intenzionato, come si dice, a fargli le scarpe.

Billy e Jack sono i due personaggi chiave della storia. Il loro sviluppo psicologico, nonostante sia solitamente centrale nella filmografia di Simon Rumley, viene in parte accantonato, forse per ragioni di distribuzione. È evidente però come la loro evoluzione segua un percorso simile ma antitetico.

L’ambizione di Jack viene alimentata dalla sua attitudine guerriera mentre Billy pianifica le sue mosse con calma e pazienza. Jack è un re che non ha la capacità di comprendere gli umori del suo regno, non ne tasta il polso e ne perde il controllo. Detronizzato, non comprende ancora che il suo tempo è finito. Incapace di reagire e di rispondere alla scalata di Billy, finirà per umiliarsi.

Once Upon A Time In London è un gangster movie dove si fa parecchio a cazzotti. Le scene si susseguono in maniera ciclica rimarcando come la scalata al potere debba comunque avvenire in una determinata maniera. Lo scorrere del tempo è scandito, ora da ellissi decise, ora da sequenze musicali che riassumono molteplici eventi.

A trasportarci in quella Londra perduta sono soprattutto le scene nei pub, dove risuona la musica dal vivo. E proprio i pub di Soho sono tra i grandi protagonisti del film di Rumley. Il film è infatti girato all’interno di locali storici che ancora oggi resistono in una metropoli che cambia. A cambiare però, non sono le dinamiche che ne regolano la gerarchia criminale.

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