Parenti Serpenti, film del 1992. Una commedia nera e natalizia diretta da Mario Monicelli e con attori protagonisti Paolo Panelli, Alessandro Haber, Marina Confalone, Tommaso Bianco, Renato Cecchetto, Monica Scattini e Cinzia Leone.

Torniamo a parlare dell’eterno Monicelli e di uno dei suoi film più grotteschi e inquietanti. Torniamo anche a parlare del Natale, visto che è il fulcro della trama e persino la causa scatenante degli eventi che si susseguono bella felice casa di Sulmona.

Parenti Serpenti si apre con il piccolo Mauro che racconta alla classe come ha passato le vacanze natalizie. Assieme ai genitori torna a Sulmona per passare il Natale con i nonni: Saverio e Trieste. Due decrepiti ma dolci vecchietti che ogni anno attendono i quattro figli sparsi per l’Italia con le rispettive famiglie.

Infatti, dopo Mauro, sua madre Lina, donna ipocondriaca, bruttarella e anche rompi scatole, e il padre Michele, democristiano convinto, arriva anche lo zio scapolo Alfredo, lo zio Alessandro con la moglie Gina -nota donna libertina- e la figlia Monica. Infine la zia Milena con il marito Filippo: questi ultimi, senza figli.

La prima parte del film ha tutti i connotati per una classica rimpatriata familiare a Natale con i vari parenti che non si possono vedere, la noia della cena e la nostalgia della casa paterna. Infatti, nonostante i soliti battibecchi, sono tutti contenti di vedere nonno Saverio e nonna Trieste, senza temere per il peggio.

Durante il pranzo di Natale, Trieste confessa ai figli di non poter più contribuire da sola alla gestione della casa e del marito, ormai rimbambito. I due vecchi chiedono solo di andare ad abitare in casa di uno dei quattro figli, per sentirsi così più protetti e anche in buona compagnia.

Tra il 25 e il 31 dicembre nella casa succede il finimondo. Nessuno dei quattro vuole i genitori tra i piedi. Lina non può perché deve badare al figlio ed è sempre malata, Milena e Filippo non potendo avere figli naturalmente non vogliono badare ai due anziani e lo stesso vale per Alessandro e Alfredo: quest’ultimo, inoltre, confessa di essere omosessuale e la verità ucciderebbe i genitori prima del tempo.

Tuttavia, nelle continue discussioni, che avvengono sempre senza farsi scoprire da Trieste e Saverio, non c’è solo il problema dei due anziani. Pizzicandosi l’uno con l’altro, vengono fuori i segreti più torbidi che rischiano di sfasciare l’apparente pace familiare.

La soluzione arriva grazie ad una notizia al telegiornale. Una vecchia stufa a gas è esplosa uccidendo un anziano. I quattro fratelli e i rispettivi consorti si danno un’occhiata, ed escogitano un piano per uscire puliti da quella imbarazzante situazione. Così, la notte di capodanno, mentre sono tutti a ballare in paese, nonno Saverio e nonna Trieste muoiono dopo l’esplosione di una stufa a gas che i figli avevano regalato loro il giorno prima. Nella sua ingenuità, il piccolo Mauro riporta tutti gli eventi nel suo tema, portando a galla la verità.

Una scena del film

La prima volta che si vede Parenti Serpenti, quasi si sta male. Monicelli utilizza tutto il suo cinismo nel realizzare il film. Il Natale come momento per essere egoisti, stronzi e cattivi, ma soprattutto disposti a tutto pur di non avere rotture di scatole.

Non è il suo film più bello, ma sicuramente è quello più grottesco e tragico. Al lavoro di sceneggiatura assieme a Piero De Bernardi e Suso Cecchi D’Amico, si affianca quello con gli attori. Tutti mostri sacri, a partire da quelli che interpretano i quattro figli. Tutti cattivi e inaciditi in una commedia che di generosità e bontà natalizia ha veramente poco: forse niente. È il realismo dei fatti che impressiona e impaurisce.

Quando una piccola parte di me inizia a rivedersi in questo film, ho veramente molta paura!

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