Il celebre drammaturgo greco Euripide a proposito dell’esilio asserì: “Non c’è dolore più grande della perdita della terra natia”.

Il Divo, Loro 1 e 2, e Il Caimano sono solo alcuni dei lungometraggi italiani che vedono come protagonisti importanti politici italiani che nel bene e nel male hanno fatto la storia del nostro paese.

Ed ecco che dopo Paolo Sorrentino, Nanni Moretti e tanti altri, anche Gianni Amelio decide di portare sul grande schermo la storia di una personalità di spicco della nostra società: Bettino Craxi.

Il regista di film indimenticabili come La stella che non c’è, L’intrepido e La tenerezza si affida completamente ad un immenso Pierfrancesco Favino che in pratica si porta sulle spalle tutto il peso di Hammamet. Amelio racconta la vita dell’ex presidente del consiglio, nonché segretario del Partito Socialista Italiano, in modo intimo e delicato facendo leva sul sentimentalismo.

La seguente opera racconta la caduta politica di Craxi e il suo esilio forzato in Tunisia dove rimase fino alla fine dei suoi giorni. A fargli compagnia c’erano la moglie comprensiva e fedele (Silvia Cohen), la figlia battagliera e amorevole interpretata da un’intensa Livia Rossi, il figlio ambiguo e livoroso di un suo ex amico (Luca Filippi) e l’amante di una vita a cui Craxi non ha mai smesso di pensare, incarnata da una sempre bellissima e affascinante Claudia Gerini.

Inoltre nella pellicola appaiono altre due figure fondamentali che sono Renato Carpentieri nei panni di un politico avversario che però ha sempre mantenuto un rapporto di amicizia con Craxi e Vincenzo Balzamo (Giuseppe Cederna), un amico e collega che lo aveva messo in guardia sulla scarsa affidabilità di molti uomini del suo stesso partito.

Pierfrancesco Favino, grazie ad un trucco che lo impegnava cinque ore ogni giorno sul set, è completamente identico a Bettino Craxi e regala un’interpretazione magistrale che meriterebbe il Premio Oscar, riuscendo ad imitare alla perfezione anche la voce e le movenze del leader socialista. Insomma dopo aver incarnato Tommaso Buscetta ne Il traditore di Marco Bellocchio in modo assolutamente egregio, in Hammamet si supera e dimostra di essere uno dei migliori attori che l’Italia abbia mai avuto.

Il trailer di Hammamet

Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche composte per La vita è bella, impreziosisce il lungometraggio con una colonna sonora struggente e romantica che annovera canzoni intramontabili come Cento giorni, cantata da Caterina Caselli.

Amelio non redime Craxi, anzi, mette in risalto luci ed ombre di uno statista affamato di vita che invece di aggiungere giorni alla vita preferisce aggiungere vita ai giorni.

Hammamet è anche un’opera metaforica: il ragazzo che misteriosamente irrompe nella sua esistenza con lo scopo di ucciderlo sembrerebbe per certi versi corrispondere ad un pesante senso di colpa che il nostro protagonista non riesce a scrollarsi di dosso e molto probabilmente non ci riuscirà mai; il politico che lo va a trovare invece potremmo paragonarlo alla consapevolezza di aver fatto degli errori politici dovuti alla sua presunzione e alla sua arroganza.

Da antologia infine risulta essere il sogno felliniano in cui un Craxi tornato in perfetta forma fisica viene affettuosamente accolto dal padre per poi essere successivamente deriso in uno squallido talk show televisivo.

Mi congedo con le seguenti parole proferite da Craxi/Favino in una sequenza del film che meritano più di una riflessione: “I danari per la politica sono come le armi per la guerra. Mi spiace deludere qualcuno ma…La democrazia ha un costo!”

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