“Non è un buon momento questo per essere nazisti”

Dice il cicciottello Yorki all’amico JoJo

Non è mai un buon momento per essere nazisti, eppure questa nostra società contemporanea sembra dire proprio il contrario. E difronte ai mai defunti fascismi che riprendono piede, il regista neozelandese Taika Waititi crea JoJo Rabbit, che meglio non potrebbe essere descritto come un manifesto contro l’odio che, a volte, ritorna. Liberamente ispirato al romanzo di Christine Leunens, Caging Skies (Come semi d’autunno).

JoJo Rabbit, una fiaba nera e grottesca diretta da Taika Waititi
Taika Waititi nei panni di Adolf Hitler, e Roman Griffin Davis in quelli di JoJo

Dietro naturalmente c’è molto di più, e il dramma del nazismo viene magnificamente travestito da commedia grottesca, in cui le vicende che legarono la Germania fra gli anni Trenta e Quaranta sono ricostruite attraverso l’immaginazione di un bambino.

Tutti conosciamo gli orrori perpetuati da Hitler e dal nazional socialismo. Ma non il piccolo Johannes Betzler (Roman Griffin Davis) che è davvero gasato nel diventare un membro dello Jugendvolk, ovvero della Gioventù Hitleriana. E come in un campeggio delle giovani marmotte Johannes, detto JoJo, s’immerge nell’epica della razza ariana e nell’arte della guerra.

Accompagnato dall’amico grassotello Yorki, JoJo ha però un altro compagno che non lo molla mai: un amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler che segue sempre e lo consiglia.

JoJo vive quella sua giovinezza fra i dettami del Führer e di un infantile fanatismo tutto pangermanista (non nego che è successo anche a me, durante gli ultimi anni del ‘900: e sappiamo tutti chi c’era a quel tempo al governo). JoJo si crede indistruttibile così come la sua amata Germania.

Ma la guerra sta per finire, e dopo lo scoppio di una granata che lo rende sfregiato, la situazione anche per JoJo sembra capovolgersi. I primi indizi vengono da sua madre Rosie (Scarlett Johansson): donna che ha compreso da tempo la debolezza e la follia del regime e quindi cerca di pensarla molto diversamente.

JoJo Rabbit, una fiaba nera e grottesca diretta da Taika Waititi.
Scarlett Johansson è Rosie Betzler in una scena del film

Poi c’è il Capitano Klenzendorf (Sam Rockwell), che beve un goccio ogni volta che può, e anche il suo fanatismo comincia a scemare. E infine c’è Elsa (Thomasin McKenzie), una ragazza ebrea che la madre di JoJo tiene nascosta in un nascondiglio sul muro di una delle camere della casa. La propaganda contro il nemico figlio di Davide, che vive nelle caverne e che dorme a testa in giù come i pipistrelli, non sembra addolcire JoJo alla vista della fanciulla pallida e malnutrita.

Quando la storia inizia a prendere una piega un poco più drammatica, anche per Johannes è il momento di guardare in faccia la realtà. Ma non prima di gag e black humor come se ci ritrovassimo nel film Scuola di Polizia.

JoJo Rabbit, una fiaba nera e grottesca diretta da Taika Waititi
Thomasin McKenzie, Roman Griffin Davies e Taika Waititi in una scena del film

Waititi, che nel film interpreta proprio Hitler, fa leva su una comicità alle volte demenziale per stuzzicare la nostra curiosità, sebbene alla fine la tragica vicenda di quel periodo ci travolge in pieno, come la follia di JoJo, che da ingenua e fanciullesca che era nel momento in cui entra in un gruppo all’interno del quale vuole sentirsi a suo agio, va via via svanendo quando le cicatrici del conflitto investono anche lui.

JoJo Rabbit è un’opera che è perfettamente inerente a questa realtà. Non si nasce razzisti o fanatici: c’è sempre qualcuno che ti istiga ad esserlo. E JoJo è un classico ragazzino di quel tempo: biondo, occhi azzurri, deviato dalla follia nazista ma con ancora un pizzico di fantasia che, essendo di un bambino, non lo farà mai sembrare un essere malvagio in tutto e per tutto. Viviamo con lui le sue avventure e capiamo il suo essere, senza mai giudicarlo. Giocare a credersi onnipotenti e indistruttibili è comprensibile in un bambino: il contrario è quando capita ad un adulto.

Candidato a sei premi Oscar, JoJo Rabbit ti rapisce grazie alla sua satira e al suo black humor. Grazie anche alle interpretazioni degli attori, iniziando proprio dal piccolo Roman Griffin Davis passando poi per Sam Rockwell, fino ad arrivare a Scarlett Johansson, nominata agli Oscar come miglior attrice non protagonista. Nel cast anche Rebel Wilson, Alfie Allen e Stephen Merchant nei panni di un agente della Gestapo.

JoJo Rabbit, una fiaba nera e grottesca diretta da Taika Waititi
Il cast completo al Festival di Toronto. (da sinistra) Sam Rockwell, Stephen Merchant, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Roman Griffin Davies, Alfie Allen e Thomasin McKenzie.


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