Cosa ci fanno David Lynch e una scimmia seduti a un tavolo a bere caffè? Non festeggiano il compleanno del regista americano di sicuro, anche se What did Jack do? è uscito su Netflix proprio nel giorno in questione.

Il film è un corto in bianco e nero di 17 minuti. La trama è semplice: in una stazione ferroviaria, un detective della squadra omicidi interroga una tormentata scimmia, Jack.

What did Jack do? non è però un inedito. Il film è stato infatti proiettato per la prima volta l’otto novembre 2017 alla Fondation Cartier pour l’Art Contemporain di Parigi. Nel giorno del settantaquattresimo compleanno di David Lynch, il 20 gennaio 2020, approda su Netflix.

In 17 minuti vediamo il regista di The Elephant Man e Mulholland Drive interrogare, nei panni di un detective impegnato in un’indagine per omicidio, questa scimmia cappucina che risponde punto per punto. Le domande ci portano a conoscere la storia di Jack e il reale motivo dell’interrogatorio. Si è scossi ma allo stesso tempo divertiti. La tragica storia di Jack non riesce a oscurare la serietà con cui il detective interroga una scimmia che è capace di rispondere.

Jack è capace di rispondere per davvero. O meglio, la sua bocca lo è. Diventa quasi impossibile distogliere gli occhi da quelle labbra posticce che tradiscono chiaramente l’artificio artistico dietro il dono della parola al simpatico primate. Si è quasi sospesi in un mondo alternativo a cavallo tra il sogno e la lucida follia di un pazzo. Si è ipnotizzati da un surrealismo che sembra però allo stesso tempo concreto e lapidario.

L’interrogatorio si fa sempre più intenso e il passato di Jack si manifesta sempre più chiaramente nei suoi discorsi. Cosa ha fatto Jack? Perché è seduto a quel tavolo? Perché non beve quella tazza di caffè? Chi è Toototabon?

Domande alle quali non si può avere risposta senza guardare What did Jack do?

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