Arrivato a teatro all’ultimo momento, come mio solito, mi siedo in platea e apro la locandina dello spettacolo. Stasera, venerdì 31 gennaio, va in scena al Goldoni di Venezia Il Misantropo (Le Misanthrope) di Molière, con l’adattamento e la regia di Fabrizio Sinisi e Valter Malosti, produzione TPE – Teatro Piemonte Europa.

La commedia, rappresentata per la prima volta nel 1666 al Palais-Royal di Parigi, è fra i testi più amari del drammaturgo francese. Alceste (Valter Malosti) è un uomo incapace di amare i suoi simili e non si trattiene dall’evidenziarne l’ipocrisia. Ciò gli provoca numerosi problemi, a cominciare dal processo intentatogli da Oronte (Edoardo Ribatto), offesosi per la critica anche troppo sincera di Alceste ad un suo sonetto di dubbio valore.

Ma più gravi ancora sono i dissapori con la sua amata Célimène, donna affascinante per la quale sedurre è un bisogno fisiologico. Promette l’amore, pur senza concedersi, ad Oronte così come ad Acaste e Clitandro (Matteo Baiardi e Marcello Spinetta), altri due marchesi che le girano attorno. A tutti loro giungono lettere d’amore da lei firmate, ma quando la cosa viene a galla Célimène viene «sputtanata» e riceve il biasimo di Arsinoè (Sara Bertelà), che contrappone la propria casta virtù alla civetteria dell’amica. Alceste, pur rimproverandole di continuo il suo comportamento, non riesce a smettere di amarla. Solo quando una di quelle lettere lo informa di un possibile tradimento di lei con Oronte, lui rivolge per un po’ le sue attenzioni ad Eliante (Roberta Lanave), cugina di Célimène. La quale, oltretutto, costituisce il suo corrispettivo femminile, anche lei incline a dire sempre quello che pensa.

Arsinoè, Eliante e Célimène sono il trio femminile che ruota attorno alle vicende di Alceste, tanto scostante quanto attraente: tutte sarebbero disposte ad amarlo e lui dovrà scegliere tra il tipo di donna che gli altri considerano adatta a lui e quella che realmente ama…

La messa in scena presenta delle scelte registiche interessanti, a cominciare dall’ambientazione moderna. Gli attori, in vestiti tra l’odierno e lo stile anni settanta, si muovono su di una pedana bianca rialzata che ricorda quella di una sala da ballo. L’azione è infatti intervallata da canzoni e musiche, su cui spesso gli attori ballano conferendo la sensualità della danza a scene di forte tensione drammatica.  A questo si unisce un uso delle luci che consente ora di illuminare tutta la scena con un bianco neutro, ora di concentrare l’attenzione su di un unico personaggio, posto sotto un riflettore giallo mentre il resto degli attori rimane immobile al buio. Altri colori come il blu e il viola sono usati per evidenziare momenti onirici.

Magistrale l’interpretazione di Anna Della Rosa – già vista in azione ne La grande bellezza di Sorrentino – che riesce a dare corpo e sentimento a un personaggio a prima vista frivolo. Sara Bertelà rende le contraddizioni di una donna intrappolata nello stesso pudore di cui in realtà vorrebbe liberarsi, mentre Malosti trasmette  tutte le tensioni di un personaggio in guerra con il mondo e, soprattutto, con se stesso. Vale la pena di citare anche l’interpretazione di Paolo Giangrasso, che presta la sua vis comica al buffo servitore di Alceste, personaggio secondario di cui riesce comunque ad esprimere la tragedia personale, in quanto ennesima vittima del cinismo del padrone. Divertentissimo il suo monologo, in cui si lancia in un elogio dei fumatori – quasi un grido di libertà – tentando di accendersi una sigaretta, salvo poi essere bruscamente interrotto da Eliante, che taglia corto: «ma che fai, fumare fa male!». Un piccolo sketch che spezza il ritmo della narrazione, donandole un po’ di leggerezza.

Il Misantropo, dal testo molieriano all’adattamento di Malosti, si riconferma come una lucida analisi comico-tragica di attitudini umane quali l’ipocrisia, l’intolleranza, il libertinaggio, ma anche come una riflessione sul senso dell’amore e sui rapporti tra cultura e potere. Tenete d’occhio la tournée, che proseguirà ad Asti, Carrara, Prato, Rosignano, Parma e Napoli (http://fondazionetpe.it/produzioni/moliereilmisantropo/).

Il Misantropo

drammaturgia Fabrizio Sinisi

assistente alla regia Elena Serra

cura del movimento Alessio Maria Romano

scene Giorgio Zurla

costumi Grazia Materia

luci Francesco Dell’Elba

canzone originale di Bruno De Franceschi

produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Carcano Centro d’Arte Contemporanea, LuganoInScena; in collaborazione con Intesa SanPaolo

Foto di copertina: Tommaso Le Pera

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