– Uno spettacolo di marionette… Ma hai due anni? – Pupi, non marionette. – Marionette, pupi, pupazzi, sempre roba da bambini rimane. – Sì, con la differenza che lo spettacolo Nudità, andato in scena giovedì 6 febbraio al Teatro Goldoni di Venezia, è stato ideato dal grande puparo siciliano Mimmo Cuticchio insieme a Virgilio Sieni, uno dei più importanti ballerini di danza contemporanea. Scusa se è poco. – E che ci azzecca ‘sto Sinei co’ Cuticchio e il suo pupazzo?

– Abbi pazienza che te lo spiego.

Mai nella mia vita avrei pensato di poter trarre tanto piacere da uno spettacolo basato per la maggior parte sul movimento. L’unico “balletto” cui abbia assistito è stato il saggio di una scuola: io ero la maschera del teatro, in piedi per tre ore e mezzo… Ma la performance di Cuticchio e Sieni è stata capace di incantare anche uno scettico come me. Cala il buio in sala e sul palco, vuoto e illuminato da una semplice luce bianca, ha inizio un flusso continuo di gesti in cui il ballerino segue le movenze dell’ossatura – il pupo senza vestiti, ridotto a scheletro. Inizialmente i suoi movimenti sono meccanici, appunto “da marionetta”, per poi diventare mano a mano più fluidi. In alcuni momenti, poi, non si capisce se Sieni stia ancora seguendo il pupo, o se lo stia guidando.

– Ma, scusa, forse sarò stupido io…

– Forse…

– …ma non dovrebbe essere il puparo, Cuticchio, a guidare l’ossatura?

– L’elemento interessante sta proprio qui, nella scelta di Cuticchio di lasciarsi influenzare dalle azioni del ballerino. Nell’Opera dei Pupi i movimenti canonici sono circa cinquanta, mentre qui l’ossatura ne fa a migliaia. Lo spettacolo è infatti una ricerca su quanto l’arte dei pupi possa guadagnare dalla danza umana in termini di fluidità, ma anche sulla capacità del ballerino di riprodurre e fare propri dei gesti di solito considerati innaturali. 

– E vuoi farmi credere che tu, con la soglia di attenzione da pesce rosso che ti ritrovi, hai retto due ore de ‘sta roba qua?

– “Sta roba qua”, come la chiami tu, dura solo un’ora ed è divisa in due parti. La prima è quella dei movimenti liberi e dell’interazione triangolare puparo-pupo-ballerino – non per forza in quest’ordine. Un po’ lunga, lo ammetto, ma quel fiume di azioni, unito alla musica quasi ipnotica, mi ha davvero incantato.

– E la seconda parte? Variava?

– Radicalmente. Il pupo non era più un’ossatura, ma un personaggio. Anzi, il personaggio, l’eroe Orlando.

– Aridaje co’ lo stereotipo del paladino valoroso.

– Aridaje co’ la tua dannata capacità di rrompere i cabbasisi!

– Credi che basti uno spettacolo fatto da un siciliano, per saperne parlare il dialetto?

– Non pretendo di saperlo parlare, ma sono cresciuto a pane e Montalbano. Quindi non scassare!

– Muto me ne sto.

– Comunque, hai centrato il punto. Contrariamente a come Orlando viene dipinto tradizionalmente – il valoroso – in Nudità è sì un cavaliere armato fino ai denti, ma trema di paura di fronte a ogni pericolo. E lo senti dal casino che fa l’armatura che lo ricopre. Figurati poi quando vede avvicinarsi il ballerino, Sieni…

– Così brutto è?

– No, cretino. E poi, ti sei guardato allo specchio? Semplicemente Orlando è alto quaranta centimetri scarsi, mentre Sieni per lui è un gigante. Un gigante che gli strappa via la spada e lo scudo, l’elmo e la corazza… fino a lasciarlo indifeso, nudo di fronte al pericolo. Ma, in questo momento di fragilità, Sieni prende il pupo e lo poggia con cura sulle proprie ginocchia.

– E quel povirazzo di Cuticchio rimane senza giocattolo?

– Un giocattolo che governa in maniera magistrale! Ma che me la prendo a fare, con uno come te…

– Grazie, so di essere un genio.

– Veramente… Vabè. Tornando a noi, Cuticchio fa una cosa che costituisce il ribaltamento di tutta la prima parte dello spettacolo: dà voce a Orlando mentre il danzatore sta fermo ad ascoltare. L’energia della danza, fino a questo momento imperante, lascia spazio alla dinamicità della narrazione, a un cunto in siciliano che il puparo pronuncia cantando.

– E di che cunta ‘sto cunto?

– Non credo ti interessi, è una storia da bambini.

– Ammò m’hai incuriosito!

– Se proprio ci tieni a saperlo, vatti a vedere lo spettacolo. Prossimo appuntamento il 28 febbraio a Bologna, Teatro Arena del sole. Trovi la tournée su http://www.virgiliosieni.it/schede/nudita-2/.

– Senti, levami una curiosità.

– Che vuoi?

– Sei diventato esperto di danza e di Opera dei Pupi così dal nulla, o hai avuto un aiutino?

– …in effetti molte cose che ti ho detto me le ha spiegate Vito di Bernardi, autore di Ossatura. Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni: marionette e danza in «Nudità». Ho comprato il libro a teatro, subito dopo lo spettacolo, e lì chi incontro?

– Fammi indovinare… di Bernardi.

– Sei un genio! Mi ha firmato il libro e mi ha accompagnato da Cuticchio e Sieni per farmi fare l’autografo anche da loro.

– Insomma, hai fatto la parte del rompiscatole, come al solito.

– Sì. E, come al solito, non me ne pento.

Nudità

di e con Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni

luci Marco Cassini

produzione Compagnia Virgilio Sieni, Associazione Figli d’Arte Cuticchio

collaborazione alla produzione Fondazione RomaEuropa Festival 

promosso da Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura

foto di copertina Paolo Porto

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