Lo scrittore Dumitru Novac ha asserito: “I medici curano il corpo, gli scrittori curano l’anima”.

Carlo Verdone, ormai vera e propria istituzione del cinema italiano, potremmo in un certo senso definirlo sia artista che medico in quanto è ormai ben nota la sua passione per la medicina; una peculiarità la sua che gli ha permesso di aiutare molti amici a prendersi cura della propria salute. Considerando che fa ridere gli italiani da oltre quarant’anni alcuni lo hanno affettuosamente denominato antidepressivo naturale.

Questo inimitabile artista a tutto tondo, nella sua nuova fatica cinematografica, Si vive una volta sola, coniuga la sua irresistibile comicità malinconica con l’interesse per l’ambito medico dando vita ad un film dal respiro internazionale che omaggia il monicelliano Amici Miei, vero e proprio caposaldo della gloriosa commedia all’italiana, e non delude le aspettative dei fan.

La trama segue le vicissitudini di un’eccellente equipe medica composta da quattro medici molto diversi tra loro che amano stare insieme anche fuori dal lavoro, ma che, soprattutto, non resistono nel fare scherzi pesanti ai danni del povero Amedeo (Rocco Papaleo), il più ingenuo e goffo dei quattro.

Gli altri tre protagonisti sono Umberto (Carlo Verdone), il professorone nonché capo del team, la strumentista Lucia (Anna Foglietta), la quale è tanto brava nel suo lavoro quanto incapace nel tenersi un uomo, e, infine, l’assistente Corrado (Max Tortora), un uomo cinico e arrogante che nasconde grandi magagne matrimoniali.

Quando Umberto scoprirà che Amedeo ha un brutto male in fase terminale deciderà assieme ai suoi colleghi di portarlo in vacanza per dirgli la verità sul suo stato di salute nel modo più delicato possibile. Una volta arrivati nella splendida cornice pugliese si susseguiranno molteplici colpi di scena e sequenze esilaranti degne del miglior Verdone.

L’attore romano, coadiuvato in fase di sceneggiatura dai fidi Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, torna alla commedia corale e lascia molto spazio al resto del cast in cui giganteggia un Rocco Papaleo veramente in forma che ci regala guizzi memorabili. Così come memorabile risulta essere l’interpretazione di Anna Foglietta, la quale in modo profondo e sfaccettato incarna una bellissima donna, forte e fragile allo stesso tempo, che spesso si lancia in spassosi discorsi che criticano il maschilismo riportando alla mente avvenimenti recenti come lo scandalo Weinstein e la conseguente diffusione capillare del movimento me too.

Ultimo ma non ultimo Max Tortora interpreta con indolente cinismo un personaggio che ricorda, pur con le dovute proporzioni, i romani che amava raccontare Alberto Sordi: ovvero quelli un po’ piacioni che amano la vita e le belle donne nascondendo la propria fragilità dietro una maschera fatta di cinismo ed arroganza.

Il regista di Compagni di scuola e Maledetto il giorno che ti ho incontrato, con Si vive una volta sola ci offre ancora una volta una vera e propria radiografia degli italiani e analizza nello specifico le difficoltà nel mantenere integri i rapporti interpersonali. Non manca inoltre la stoccata ad un certo tipo di tv pecoreccia che invece di dare opportunità umilia le donne facendole diventare semplici oggetti.

Chapeau dunque a un artista che continua a stupirsi e a stupirci regalandoci ancora una volta una pellicola emozionante e divertente che possiede un titolo alla Frank Capra e riesce nel difficile intento di non scadere nel buonismo facile. Vi consiglio dunque caldamente di andare al cinema a vedere questa opera che vi ricorderà, citando il celebre scrittore russo Lev Tolstoj, che “Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.”

E godiamocela questa luce perché una cosa è certa, si vive una volta sola!

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