Nel cinema ci sono registi che raccontano storie dove esaltano i loro personaggi elevandoli spesso ad uno status di epicità. Pensiamo ad esempio a film come Il gladiatore di Ridley Scott, Il patriota diretto da Roland Emmerich o ancora a tutte le pellicole della Marvel e della DC Comics. Ecco, Gabriele Muccino invece realizza delle opere diametralmente opposte a quelle da me citate, il regista de L’ ultimo bacio e Sette anime infatti racconta vicende in cui ci si può facilmente immedesimare e nelle quali vengono rappresentati personaggi immaturi ed imperfetti alla costante ricerca della felicità.

Muccino però non li condanna, ma al contrario li comprende e li costruisce con amore trattandoli con indulgenza e affetto, quasi come se volesse comunicare allo spettatore che spesso gli uomini sbagliano perché è la vita stessa ad essere sbagliata.

Questa ultima fatica del regista romano dal titolo Gli anni più belli è un vero e proprio omaggio al capolavoro di Ettore Scola C’eravamo tanto amati in cui i protagonisti erano dei mostri sacri del cinema italiano come Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefania Sandrelli. A raccogliere il testimone di questi illustri artisti abbiamo alcuni tra gli attori migliori attualmente presenti nel panorama cinematografico nostrano come Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti.

La trama verte su una grande amicizia trentennale di quattro individui che si incontreranno da ragazzini negli anni ’80 e tra varie vicissitudini e molteplici colpi di scena si ritroveranno ai giorni nostri a fare il bilancio delle loro esistenze. Giulio (Favino), ambizioso e idealista tenterà di divenire un avvocato, Paolo (Rossi Stuart), sensibile e romantico cercherà con tutte le sue forze di diventare un maestro di lettere, Riccardo (Santamaria), eterno sognatore e grande cinefilo proverà invece a lavorare nel mondo del cinema come scrittore, mentre infine abbiamo Gemma (Ramazzotti), una donna complessa e dal passato turbolento che cercherà con tutte le sue forze di trovare l’amore.

Gabriele Muccino ci offre un vero e proprio racconto generazionale in cui non dimentica di mostrare gli episodi salienti della storia dagli anni ’80 ad oggi. Nel corso del film infatti vediamo la caduta del muro di Berlino, la famosa inchiesta di Mani Pulite, che rivoluzionò radicalmente la politica italiana, la  nascita del berlusconismo, la caduta delle Torri Gemelle e tante altre cose.

La colonna sonora firmata da Nicola Piovani è da brividi ed enfatizza le numerose scene emozionanti del lungometraggio che può vantare pezzi cult come Reality, E tu come stai?, e lo stesso Gli anni più belli, canzone scritta appositamente da Claudio Baglioni per il film.

Oltre a Scola inoltre, viene citato anche Federico Fellini in una delle sequenze più belle dell’opera in cui Gemma e Riccardo fanno il bagno nella Fontana di Trevi rievocando nella mente dello spettatore la scena con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.

In definitiva vi consiglio caldamente di andare al cinema a vedere Gli anni più belli di Gabriele Muccino, ne vale veramente la pena! Vi saluto con le parole di Charles Bukowski, molto pertinenti col senso del film: “Esprimete ciò che sentite, non abbiate paura delle conseguenze, perché il tempo non fa i conti con nessuno. Amate, buttatevi a capofitto in ogni cosa che vi dia emozioni forti. Le persone sono lo spettacolo più bello del mondo. E non si paga il biglietto”.

Non dimentichiamoci che il nostro scopo è proprio quello di fare in modo che quelli che stiamo vivendo adesso siano gli anni più belli!

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