Non possiamo negarlo. L’amore pervade(invade?) un numero impensabile di film, di libri e non solo. Perché? La risposta immediata che viene in mente è sicuramente collegata all’infinità di modi in cui l’amore si può declinare e che da sempre scatenano la fantasia degli artisti. Tra questi rientra anche David Foenkinos, realizzatore del film La délicatesse (La delicatezza) del 2011, nonché autore dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2009.

Nathalie è baciata dalla fortuna. È giovane, ha un buon lavoro, ma soprattutto ha incontrato l’amore della sua vita, François, e con lui si sposa. Tutto sembra andare nel verso giusto. Purtroppo un giorno, il marito viene a mancare e la protagonista si trova svuotata della carica vitale che l’aveva caratterizzata fino a quel momento. Si chiude in sé stessa dedicandosi totalmente al lavoro. Però una sua azione inaspettata e inspiegabile determina una svolta nella storia e nella sua vita.

Se siete in cerca di una lettura senza pretese utile a liberarvi la mente, allora mi sento di consigliarvi questo breve romanzo. La narrazione è molto scorrevole, distinta uno stile semplice e leggero, ma non banale. David Foenkinos disegna delle scene gradevoli che, inevitabilmente, ti fanno accennare un sorriso e che, dal mio punto di vista, ricordano molto quelle di Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain.La quarta di copertina ve ne offre un esempio:

François pensò: “Se ordina un decaffeinato, mi alzo e me ne vado. E’ la bevanda meno socievole che ci sia. Un tè, non è molto meglio. Si capisce che passerai le domeniche pomeriggio a guardare la tv. O peggio: dai suoceri. Alla fine si disse che un succo di frutta andava bene. Sì, un succo di frutta è simpatico. E’ socievole e non troppo aggressivo. Si capisce che la ragazza è dolce e equilibrata. Ma quale succo? Meglio scartare i grandi classici: evitiamo la mela o l’arancia, troppo scontati. Bisogna essere un tantino originali, senza però essere eccentrici. La papaia o la guaiava fanno paura. Il succo di albicocca è perfetto. Se lo sceglie, la sposo…”
“Prendo un succo… un succo di albicocca, credo”: rispose Nathalie.
Lui la guardò come se fosse un’effrazione della realtà.

Non ti annoi leggendo questo libro. La storia è piacevole e intervallata con riflessioni, citazioni, definizioni, passaggi esplicativi di ogni genere, di cui non riesci a darti una spiegazione della loro presenza fino a quando non arrivi alla fine. L’ho trovato un espediente singolare per portare avanti il racconto costruito come un gioco per acquisire consapevolezza. Infatti, David Foenkinos guida il lettore attraverso le pagine, facendoci seguire principalmente i pensieri di Nathalie, rendendoci così partecipi in un certo senso della sua ri-scoperta.

L’amore si pone, indiscutibilmente, come fattore decisivo nello svolgimento della trama, e questa altro non vuole che fare un ritratto di questo sentimento. Qual è il ruolo dell’amore? Portatore di amara tristezza o garante di felicità assoluta? La risposta sta nel mezzo, perché l’amore ti conforta. Il dolore dell’amore, provocato da una separazione, da una morte, non può trovare altra cura se non nell’amore stesso. La particolarità di questo libro credo che sia proprio quella di spingerci a prendere seriamente coscienza della forza di questo sentimento per mezzo di una narrazione quasi spensierata, di farci aprire gli occhi, pagina dopo pagina, con delicatezza.

La traduzione in italiano della citazione è stata tratta dal sito: Cronache Letterarie.

Il romanzo è disponibile in italiano su Amazon, editore E/O, e in lingua originale, editore Gallimard, anche in versione Kindle. Inoltre, dall’opera è stato fatto anche un fumetto da Cyril Bonin.

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