“La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre ricalcata sulla realtà del momento”. Queste parole pronunciate da Alberto Sordi corrispondono perfettamente al tipo di opere messe in scena sul grande schermo dal grande attore romano.

I suoi erano film in cui il popolo italiano si poteva facilmente rispecchiare. I personaggi interpretati da Alberto Sordi infatti, oltre ad essere esilaranti, incarnavano spesso i molteplici difetti e pregi delle persone comuni: erano dunque caciaroni, arrivisti, meschini, vigliacchi ma anche generosi, altruisti e coraggiosi.

Questo biopic diretto da Luca Manfredi racconta al pubblico i retroscena della vita privata e pubblica di un giovane Alberto Sordi che riuscì a raggiungere il tanto agognato successo in mezzo a mille difficoltà per merito della sua caparbietà, del suo immenso talento, del suo amico fraterno Federico Fellini e anche grazie ad un pizzico di fortuna.

In Permette? Alberto Sordi vediamo finalmente cosa c’era dietro la maschera di un artista che ha raccontato la storia italiana per 50 anni. Vediamo un Sordi molto legato alla famiglia, molto ambizioso e si raccontano le sue travagliate storie d’amore. Inoltre il film ci mostra il profondo legame d’amicizia che si era instaurato tra Sordi e Fabrizi e mette in luce la profonda venerazione che l’Albertone nazionale nutriva nei confronti di Vittorio De Sica.

Edoardo Pesce si rivela perfetto per il ruolo in quanto non cade nell’errore di scimmiottare Sordi facendosi soggiogare dal suo mito, ma al contrario si accosta intelligentemente alla personalità di questo encomiabile pedinatore di italiani riuscendo ad impersonificarlo in modo profondo e sfaccettato senza rinunciare alla sua identità di attore eccellente. Anche il resto del cast, composto da certezze del cinema italiano come Lillo, Giorgio Colangeli, Pia Lanciotti, e Paola Tiziana Cruciani si dimostra essere perfettamente all’altezza delle aspettative.

In definitiva siamo di fronte ad un sincero ed affettuoso omaggio ad un attore indimenticabile che nel corso degli anni è divenuto un vero e proprio simbolo di una certa italianità e di una certa romanità che anche grazie a lui non andranno perdute, d’altronde si sa, il cinema rende immortali.

Concludo con il seguente aforisma del giovane poeta Jean-Paul Malfatti molto pertinente con l’opera in questione: “Non confondere l’ironia con gli attacchi e le battute con gratuite offese e livore del tutto immotivato. L’ ironia è un’arte tutta cerebrale e di non facile interpretazione che non tutti sanno esprimere con intelligenza o senza cadere nel volgare e nell’esagerazione.”

Alberto Sordi ci riusciva perfettamente, d’altro canto lui era lui…

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